Serie TV? Ecco come narrare la partecipazione politica delle donne

Serie TV? Ecco come narrare la partecipazione politica delle donne

Le serie TV e web sono state usate progressivamente sempre di più per definire le narrazioni sociali nazionali e internazionali negli ultimi anni. Gli stereotipi di genere e i pregiudizi possono passare attraverso i media e rafforzare i modelli esistenti. È però vero anche il contrario: serie progressiste possono sfidare etichette di genere e ruoli sociali consolidati. Questo è proprio l’intento di Madam President (Signora Presidente), una serie TV a episodi volta a influenzare i comportamenti e le percezioni delle donne in posizione di leadership politica in Nord Africa e in Medio Oriente. Quanto ci è riuscita? La valutazione finale realizzata dall’Agenzia per il Peacebuilding alla fine dello scorso anno ha messo in luce alcuni successi, molte potenzialità, ma anche alcuni avvertimenti.

Madam President è stata concepita in risposta alle sfide della partecipazione femminile dopo la Primavera Araba: le donne avevano giocato un ruolo rilevante nelle rivoluzioni, ma continuavano a trovarsi in situazioni di ineguaglianza di genere e marginalizzazione. La serie ha voluto così affrontare proprio questo problema creando un modello che potesse avere un impatto nella regione. Questo modello era la serie, ambientata in un paese di fantasia con problemi simili a quelli riscontrabili oggi in Nord Africa e in Medio Oriente, basata su due figure femminili e focalizzato su cinque temi: uguaglianza di genere, leadership, partecipazione dei cittadini, libertà di espressione e sicurezza. Il programma, prodotto dalla ONG internazionale Search for Common Ground (SFCG), è composto da 15 episodi ed è stato trasmesso attraverso quattro canali satellitari e reso disponibile online. In più, SFCG ha realizzato campagne in Cisgiordania, Giordania, Libano e Tunisia.

AP ha completato la valutazione finale di Madam President focalizzandosi su punti di forza e sfide del progetto, ma anche, più in generale, su come la serie TV e i social media possano cambiare la percezione della partecipazione femminile in politica nella regione. Le attività di valutazione sono state condotte in Libano e Tunisia usando un mix di strumenti qualitativi e quantitativi. Nel complesso, vorremmo mettere in luce alcuni aspetti chiave emersi durante la valutazione.

Prima di tutto, la valutazione la mostrato che la serie è stata complessivamente ben accolta da chi l’ha vista, così come i suoi contenuti. Per esempio, alcuni spettatori hanno apprezzato che la presidente fosse una donna. I partecipanti alle attività di promozione nei paesi hanno anche apprezzato la possibilità di discutere di alcuni temi apertamente, in primis l’uguaglianza di genere. Nel complesso, il progetto, e le campagne di promozione in particolare, hanno creato l’opportunità di sfidare alcuni stereotipi di genere.

In secondo luogo, i due canali di disseminazione – le campagne e le trasmissioni – hanno funzionato in modo diverso. Da una parte, le campagne, che prevedevano anche la visione di almeno una puntata della serie, hanno funzionato bene raggiungendo un buon numero di persone in tempi brevi. Molti dei partecipanti, però, hanno visto solo pochi episodi e spesso non hanno seguito la serie da casa. Dall’altra parte, in termini di programmazione TV, SFCG è ben riuscita a raggiungere un pubblico di massa in Tunisia, ma non in Libano, dove però sta provando a farlo ora sull’onda di un crescente interesse dovuto alle prossime elezioni generali, previste quest’anno. Nel complesso, sembra chiaro che per questo tipo di progetti è importante raggiungere grandi numeri e le attività in loco possono essere soltanto a corollario e non a sostituzione di una programmazione TV di successo.

La strategia di divulgazione online merita una considerazione a parte, benché sia collegata a questa riflessione. Madam President è stata resa disponibile integralmente online (prima attraverso YouTube, poi solo attraverso Facebook), incrementando il numero complessivo di spettatori. Puntare sui social media genera anche dati che possono risultare estremamente utili per monitorare il successo del progetto in tempo reale. Il suo potenziale però non è stato sfruttato pienamente in quanto SFCG non ha prestato un’attenzione integrata alla disseminazione online e questo potrebbe essere un aspetto da migliorare in futuro.

Per quanto riguarda i personaggi della serie, mentre molte energie sono state messe nel definire i personaggi femminili, sarebbe stato possibile porre più attenzione anche ai personaggi maschili. La dedizione ai personaggi femminili ha sicuramente senso visti gli obiettivi della serie e ha trovato anche riscontro tra gli spettatori. Nessuno dei personaggi maschili, invece, ha riscontrato lo stesso livello di entusiasmo e fonte d’ispirazione. Una limitazione, in particolare alla luce delle ricerche innovative su genere e peacebuilding che suggeriscono come il focus sull’identità maschile e sulle figure maschili sia cruciale per avere un impatto su norme culturali relative a uguaglianza di genere ed empowerment femminile.

Infine, SFCG ha voluto dare alla serie un respiro regionale in Maghreb e Medio Oriente per massimizzare l’audience, optando così per una produzione internazionale distaccata dalle attività dei suoi uffici nei paesi. Questo approccio ha creato però dei divari culturali e linguistici, e gli spettatori hanno avuto spesso la sensazione che gli episodi non fossero realistici o applicabili concretamente nei loro contesti. Per evitare questo distacco e una percezione top-down, le serie dovrebbero essere più collegate al contesto locale e riflettere le relazioni realmente esistenti nel paese. Per esempio, la serie The Team – sempre ideata da SFCG e basata su uno schema comune internazionale, ma prodotta localmente in una dozzina di paesi tra Africa, Asia e Medio Oriente – rimane un buon modello d’ispirazione.

Iniziative sui media come Madan President hanno quindi grandi potenziali, ma hanno bisogno di maggiori connessioni locali, più analisi approfondite sulle questioni di genere e un’ampia strategia integrata di divulgazione. Sperando di avere più Madam President al potere nel mondo in futuro!

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