AP nel 2016: Sfide e opportunità

AP nel 2016: Sfide e opportunità

Nata ufficialmente a ottobre 2015, il 2016 ha segnato il primo anno di vita dell’Agenzia per il Peacebuilding (AP). Questo anno (e più) di attività è stato intenso e appassionante: un periodo di start-up in tutti i sensi, che ci ha permesso di misurare le nostre ambizioni e aspettative contro la realtà di un mondo dove il lavoro a sostegno di una pace sostenibile è al contempo tanto più necessario quanto meno valorizzato.

Il 2016 è stato, in altre parole, un periodo di piccoli passi fatti tra molteplici sfide e diverse opportunità. E la descrizione del lavoro che abbiamo svolto durante l’anno è adesso inclusa nel nostro rapporto annuale per il 2016.

Durante l’anno passato ci siamo focalizzati su tre delle nostre cinque assi di lavoro: la ricerca e l’analisi, l’advocacy e il monitoraggio e la valutazione. Il nostro lavoro ha toccato diversi temi importanti, tra cui l’empowerment delle donne del Corno d’Africa, la lotta al terrorismo e alla radicalizzazione, la pace in Colombia e il conflitto in Libia.

La varietà dei temi che abbiamo trattato può essere considerato un indice di successo per il lavoro svolto nel 2016, ma lo è soprattutto il tipo di analisi che abbiamo offerto: abbiamo infatti sviluppato una voce diversa rispetto ad altre, che riflette non soltanto le dinamiche geopolitiche di un determinato contesto, ma anche i punti di vista di quegli attori che contribuiscono alla pace dal basso, e che proprio per questo vengono spesso ignorati. Abbiamo poi cercato di usare questa voce per influenzare, attraverso iniziative di advocacy, le politiche delle istituzioni governative e creare più sinergie con altre organizzazioni della società civile (per esempio sulla Libia).

Nel 2016 abbiamo deciso di usare le nostre energie principalmente per aumentare la nostra visibilità e dimostrare il valore delle nostre competenze nel contesto italiano, oltre che europeo. Abbiamo costruito le basi per delle collaborazioni durature con enti italiani ben più consolidati di noi, tra cui il CEFA e la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, e contribuito ai programmi di ONG internazionali come Search for Common Ground e la Fondazione Kvinna till Kvinna.

Sul fronte della comunicazione, oltre agli articoli pubblicati, abbiamo consolidato la nostra presenza su Twitter e Linkedin, e partecipato a diverse conferenze – attività attraverso le quali abbiamo cercato di presentare il nostro lavoro ad altri operatori attivi nel settore della cooperazione allo sviluppo. Tutto sommato, il successo di questo lavoro ha permesso ad AP di crescere nonostante le sfide tipiche di una start-up.

Guardando al futuro, con tante situazioni di conflitto intorno al mondo che sembrano solo peggiorare, rimaniamo convinti che la ricerca di una pace sostenibile, per avere successo, non possa che basarsi sui valori d’inclusività e di reciprocità. Forte di una voce e di competenze uniche nel contesto italiano, AP continuerà quindi a lavorare per promuovere il peacebuilding in Italia, in Europa e nel mondo.

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