Partecipazione locale e migrazione: il ruolo dei paesi d’origine

Partecipazione locale e migrazione: il ruolo dei paesi d’origine

Il livello di partecipazione politica e civica dei migranti in Italia può essere influenzato dalle forme di partecipazione nei loro paesi d’origine? Raramente quando si lavora sulla partecipazione di stranieri e nuovi cittadini a livello locale si prova a comprendere i potenziali collegamenti con le forme di partecipazione nei paesi d’origine. Come i migranti interpretino il loro essere cittadini e come si attivino nella vita pubblica a partire dai legami nei luoghi d’origine può invece rivelarsi un valore aggiunto.

Questa domanda è stata tra i focus principali della ricerca Partecipazione e migranti. Un’indagine esplorativa su culture, pratiche e bisogni coordinata dall’Agenzia per il Peacebuilding a Bologna e realizzata all’interno del progetto AMITIE CODE.

Paese che vai, partecipazione che trovi

L’analisi si è focalizzata in questa sezione su tre casi studi, che coprono complessivamente cinque paesi: le Filippine, il Maghreb (Marocco e Tunisia) e l’Est Europa (Moldavia e Ucraina), con qualche digressione su altre aree.

I livelli di partecipazione variano notevolmente da un paese all’altro. Nelle Filippine, per esempio, la partecipazione politica è molto alta, come mostra l’elevata affluenza alle tornate elettorali. Anche a livello di partecipazione civica (interagire con le istituzioni nei processi decisionali) e sociale (ad esempio, fondare un’associazione), gli indicatori riguardo a questo paese rimangono alti. Nei paesi del Maghreb, invece, la partecipazione è molto più bassa, sia a livello politico sia sociale. In Marocco, per esempio, solo il 43% degli aventi diritto ha votato nelle ultime elezioni politiche del 2017. La situazione nell’Est Europa è invece di medio-alta partecipazione politica, e bassa partecipazione civica. Mentre infatti la partecipazione al voto a livello nazionale si muove intorno al 50%, in Ucraina meno del 5% dei cittadini partecipa alle attività di partiti politici, e la gran parte della popolazione ucraina non fa parte di alcun tipo di associazione.

Un altro livello di analisi nel determinare i piani e i modi di partecipazione è il ruolo degli enti locali e della decentralizzazione del sistema istituzionale. In Marocco, per esempio, il sistema politico è quasi completamente centralizzato nell’istituzione della monarchia. Questo determina un forte disincentivo a partecipare da parte dei cittadini, per i quali un impegno nelle associazioni politiche non può portare a risultati soddisfacenti. Per quanto il contesto sia molto diverso, anche in Moldavia e Ucraina il potere politico rimane quasi completamente nelle mani del governo centrale. Le Filippine hanno invece un sistema politico molto più decentralizzato e questo crea maggiori opportunità d’impegno civico, soprattutto a livello locale. La similitudine delle Filippine con la struttura istituzionale e la cultura politica italiana crea un’immediatezza maggiore anche nella partecipazione in dialogo con gli enti locali.

È importante notare come queste differenze, anche quando ampie, non siano generalmente imputabili all’esistenza di diverse concezioni di partecipazione. In tutti i paesi il voto è, infatti, un diritto e la democrazia è generalmente vista come un valore. A livello civico e sociale, la partecipazione rimane un’aspirazione positiva per i cittadini. Forme di governo non democratiche hanno un impatto diverso sulle diaspore, come mostra, per esempio, l’Etiopia. L’atteggiamento spesso presente del “non impicciarsi” della diaspora etiope per quanto riguarda la politica e alcune questioni sociali, deriva direttamente dalle esperienze acquisite nel loro paese. Chi vuole rimanere attivo su tema come i diritti umani o la libertà d’espressione in Etiopia si trova così di fronte a un bivio: o schierarsi in contrasto con il governo etiope, precludendosi la possibilità di rientrare nel paese, o evitare questi ambiti di lavoro ed espressione.

Il ruolo dei giovani e delle donne

Un’altra chiave fondamentale da leggere nelle regioni di origine per comprendere la partecipazione in Italia è la questione di genere e di età. In questo caso, l’osservazione principale è che in tutti i paesi presi in esame i giovani e le donne sono spesso marginalizzati dalle pratiche di partecipazione.

Questa esclusione, in particolare per i giovani, è percepita in molti casi come una scelta autonoma di esclusione dalla sfera pubblica. Diversi studi confutano però questa conclusione, interpretando la mancata partecipazione formale dei giovani come una scelta razionale e basata su priorità diverse in cui investire tempo ed energie. Per esempio, per i giovani marocchini, così come per i loro pari in Tunisia, il sistema politico è visto come soffocante, ossia un ambiente che priva i cittadini di voce anziché dar loro spazio. Non è, infatti, un caso che in tutti e cinque i paesi i livelli di partecipazione politica siano sempre inferiori a quelli di partecipazione sociale, anche dove i primi sono generalmente alti, come nelle Filippine.

Le ragioni per la marginalizzazione delle donne sono invece più complesse e variano da paese a paese. Nel Maghreb, gli usi sociali derivanti da tradizioni culturali e religiose tendono a limitare il ruolo delle donne nella vita pubblica, anche in un paese, come la Tunisia, dove la parità di genere è stata negli ultimi anni riconosciuta anche a livello costituzionale. Detto questo, non tutte le difficoltà sono imponibili a fattori culturali: il sistema politico, sociale ed economico è anch’esso responsabile. In Marocco e Tunisia, per esempio, le donne hanno meno opportunità educative rispetto agli uomini. In Ucraina, le donne rappresentano il 51% dei membri dei consigli municipali nei villaggi e il 79,5% degli amministratori pubblici di basso livello; ma solo il 7,5% dei parlamentari a livello nazionale e il 13,3% degli amministratori di massimo livello. Questo denota l’esistenza di una dinamica d’ineguaglianza a livello sistemico, che limita la partecipazione delle donne.

Nel complesso, comprendere queste dinamiche dei paesi d’origine dei migranti può facilitare diverse forme di partecipazione a livello locale in Italia. A fronte di crescenti ineguaglianze e discriminazioni dirette e indirette, trovare modalità e forme per supportate la partecipazione civile, sociale e politica può rivelarsi una priorità per trasformare le conflittualità sociali e accrescere la coesione sociale.

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