Partecipazione politica, decentramento e integrazione di genere: il progetto PARFAIT in Tunisia

Partecipazione politica, decentramento e integrazione di genere: il progetto PARFAIT in Tunisia

Introduzione: Il progetto PARFAIT

Mentre assistiamo al ventesimo anniversario dell’adozione della Risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ci sono ancora meno di un centinaio di Piani d’Azione Nazionale (PAN) su Donne, Pace e Sicurezza.  In Tunisia il punto di partenza per l’implementazione della Risoluzione è da sempre stato il principio “non ci sono colloqui di pace per noi senza di noi”, principio che è stato messo in pratica includendo le donne nei processi politici attraverso la promozione del decentramento amministrativo ed il rafforzamento della partecipazione politica delle donne nelle comunità emarginate. La Tunisia ha anche sviluppato e adottato il suo primo PAN, valido per il periodo 2018-2022.

Il PAN tunisino è stato sviluppato da donne e per le donne, oltre che da vari stakeholder coinvolti nel mantenimento della pace e della sicurezza in tutto il paese, attraverso un approccio multi-stakeholder che ha incluso molte donne provenienti da organizzazioni della società civile di diverse regioni del paese. Non è la prima volta che la Tunisia – in seguito ai progressi democratici intrapresi dopo la Rivoluzione dei Gelsomini – si impegna su questioni nazionali facendo ricorso a questo approccio. Una delle migliori prassi per l’utilizzo di questo approccio è senza dubbio incoraggiare la partecipazione delle donne e coinvolgerle nel lavoro delle autorità locali. Un esempio unico in questo settore è il progetto PARFAIT, il cui obiettivo era proprio quello di migliorare la partecipazione delle donne alla governance locale in Tunisia.

Il progetto PARFAIT è stato concepito e realizzato dall’Associazione Europea per la Democrazia Locale (ALDA) con il supporto dell’Unione Europea, oltre al sostegno della Coalizione per le Donne della Tunisia, la sezione tunisina dell’European Partnership for Democracy (EPD) e l’Agenzia per la Democrazia Locale di Kairouan. Il progetto si è occupato di sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici dell’impegno attivo e della partecipazione delle donne alla governance locale, e di formarle dando loro la possibilità di assumere un ruolo di leadership all’interno delle loro comunità locali e di raggiungere in questo modo la sfera decisionale. Il progetto è stato implementato in sei governatorati (Gafsa, Grand Tunis, Jendouba, Kairouan, Kebili e Mahdia) e le sue attività principali hanno incluso dei seminari su temi legati alle elezioni, alla sensibilità di genere e alla gestione del ciclo del progetto, e sovvenzioni a sostegno di micro-progetti finalizzati per promuovere azioni di mobilizzazione di associazioni e gruppi comunitari e di base (“grassroots”).


“L’effettiva attuazione dei PAN richiede il pieno impegno delle donne in vari settori, ma questo è spesso un lusso riservato alle donne provenienti da fasce economiche ricche.”

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Sei buone pratiche per sostenere gruppi e associazioni di base

Data la natura e il successo dei micro-progetti sostenuti dal progetto PARFAIT, la loro replicabilità e il fatto che il contesto in cui sono stati attuati presenta diverse analogie con altri paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, l’elenco di alcune delle buone pratiche identificate nel corso del progetto può essere utile e favorire una più ampia promozione della Risoluzione 1325.

Per cominciare, l’effettiva attuazione dei PAN richiede il pieno impegno delle donne in vari settori, ma questo è spesso un lusso riservato alle donne provenienti da fasce economiche ricche. Per questo motivo, lavorare sull’empowerment economico è fondamentale per promuovere un’istruzione di qualità e proteggere le comunità più vulnerabili nelle aree emarginate o nelle zone di conflitto, dove le donne dipendono più che altrove dal reddito della loro famiglia. Una volta che queste donne diventano indipendenti, la loro fiducia in se stesse aumenta e possono investire il loro tempo e i loro sforzi per diventare membri attivi della società civile. La necessità dell’empowerment economico è stata ben evidenziata nella fase di pianificazione del progetto “Abri”, realizzato dall’associazione Femmes pour un Développement Durable de Mahdia. Il progetto comprendeva una serie di seminari volti a incoraggiare iniziative private per la creazione di attività capaci di generare reddito.  Una seconda serie di seminari si è poi svolta con l’obiettivo di creare progetti e di individuare i mezzi per sostenerli. Le donne che hanno partecipato a questi seminari, hanno ricevuto il massimo sostegno con micro-crediti, supporto strategico e tecnico in base alle esigenze dei loro progetti futuri.

In secondo luogo, la creazione di un dialogo a livello comunitario tra gli attori locali, le associazioni, la municipalità e le donne aumenta indubbiamente la cooperazione di ciascuna parte nell’attuazione delle attività relative ai PAN e all’integrazione di genere. Durante il progetto “Trait d’Union”, realizzato dall’Associazione Inaya Sanitaire, è stata creata un’unità di ascolto comunitario presso il comune di Kebili con la presenza di circa 12 donne. Questa unità ha permesso alla popolazione femminile di condividere i suoi bisogni o semplicemente di consegnare messaggi ritenuti importanti per la municipalità. Questa iniziativa ha sostenuto le donne e il comune nel favorire una partecipazione attiva dei cittadini e nella formazione di un piano di sviluppo che rispondesse ai bisogni dei cittadini e delle autorità locali della regione. Le consultazioni e gli incontri diretti dei cittadini, soprattutto delle donne, con altri attori civici hanno creato un’atmosfera di scambio partecipativo e dal basso verso l’alto, e hanno facilitato la partecipazione attiva, che è alla base della trasparenza e della responsabilità, due caratteristiche importanti dell’implementazione di qualsiasi PAN.

Una delle soluzioni più efficaci per superare la sfida dell’inclusività è quella di organizzare visite di persona nei luoghi di residenza delle comunità emarginate al fine di avviare con loro un dialogo, di comprenderne i bisogni, identificare le minacce e le opportunità che stanno affrontando e promuovere i pilastri della partecipazione e della protezione a livello locale. L’Associazione Femmes pour le Développement et l’Égalité ha incluso questo modello di inclusione nel suo progetto, chiamato “Encouragement des femmes pour participer à la vie publique et à la société civile”. Durante le visite, i volontari del progetto hanno notato che l’80% del pubblico era estremamente pessimista riguardo alle elezioni. Proprio grazie a queste informazioni, i volontari sono stati in grado di convincere i loro interlocutori dell’importanza delle elezioni e di votare per una vita dignitosa per loro, per i loro figli e per le generazioni future.

Un totale di 354 donne hanno partecipato ad almeno uno dei seminari organizzati nel progetto PARFAIT. Di queste donne, 147 hanno seguito la maggior parte del ciclo di workshop, e 9 sono state infine elette durante le elezioni comunali del maggio 2018.”

Per quanto riguarda il miglioramento della capacità delle donne di partecipare e impegnarsi nelle attività di peacebuilding, nei processi di risoluzione dei conflitti e generalmente nella politica locale (che è un aspetto meno visibile ma fondamentale per garantire il successo dell’attuazione di un PAN), l’esperienza del progetto PARFAIT dimostra che è importante ottenere il sostegno di un gruppo più ristretto di donne ma che abbia un potenziale di leadership e di mediazione per far da ponte tra i cittadini e le autorità locali. Un esempio unico di questa misura è l’innovazione dell’associazione Elbasikat pour le Développement’ che ha creato un gruppo di donne per l’inclusione sociale con il progetto “Balidti”. Quindici donne leader hanno creato una struttura informale e si sono assunte la responsabilità di diffondere ciò che hanno appreso e di sensibilizzare non solo le donne, ma anche gli uomini e tutti i membri della comunità. Focalizzata sulle attività di riforestazione e rinnovamento, l’iniziativa è riuscita a triplicare il numero delle persone coinvolte, e il numero delle partecipanti femminili è aumentato radicalmente nei comuni di Bechri, Fatnnsa e Negga. Inoltre, per promuovere il pilastro della partecipazione, ai membri del gruppo è stata offerta un’opportunità di tutoraggio durante uno stage presso la municipalità di Souk Lahad.

L’integrazione di genere è una delle componenti più importanti di ogni PAN e uno dei modi più efficaci per promuoverlo è quello di utilizzare l’approccio di genere per mobilitare direttamente le giovani donne nelle attività di servizio alla comunità. Nell’ambito del suo micro-progetto “Mahdia Parfaite”, il Centro Tunisino per l’Imprenditoria Sociale (Lingare Mahdia) ha coinvolto giovani donne in attività di servizio alla comunità, come la ristrutturazione di parti del loro quartiere. I loro sforzi hanno suscitato curiosità e creato opportunità di dialogo con la comunità, offrendo anche la possibilità di discutere indirettamente il progetto e la stessa Risoluzione 1325. Fornire alle donne questo tipo di spazio dimostra che sono disposte e capaci di impegnarsi e lavorare al fianco degli uomini come cittadini attivi. Inoltre, crea un sentimento di accettazione sociale e di coinvolgimento nella loro comunità.

Infine, l’impatto dei media nella formazione e nell’attuazione di un PAN non può passare inosservato, così come l’influenza che hanno avuto in modo particolare durante la Rivoluzione dei Gelsomini. Diversi tipi di media possono sostenere l’amplificazione e la diffusione dell’impatto del lavoro delle donne e le organizzazioni possono raggiungere un pubblico più ampio grazie a un uso intelligente dei media. I media possono anche sostenerle nell’incoraggiare un maggior numero di donne a partecipare al loro lavoro e nell’eliminare gli stereotipi di genere. La registrazione di video e interviste di alta qualità con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la successiva pubblicazione sui social media, utilizzando canali ufficiali come la radio e la TV, può fare la differenza, soprattutto se il processo viene svolto con sensibilità verso le caratterisctiche del pubblico. A titolo di esempio, l’Associazione Femme Rurale Jendouba ha tenuto consultazioni e seminari con le donne delle zone rurali in cui le discussioni si sono concentrate sui bisogni e le aspettative di queste ultime. Per raggiungere gli individui con ruoli decisionali e le autorità locali, l’associazione ha poi diffuso i risultati di queste attività attraverso un’emittente locale, Radio Rayhana. Un altro uso intelligente dei media è stato fatto dall’Association Tunisienne de Protection de l’Environnement et Promotion de l’Emploi, che ha condiviso informazioni sulle attività del progetto su diversi canali radio e giornali.

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Conclusione

Nel complesso, un totale di 354 donne hanno partecipato ad almeno uno dei seminari organizzati nel progetto PARFAIT. Di queste donne, 147 hanno seguito la maggior parte del ciclo di workshop, e 9 sono state infine elette durante le elezioni comunali del maggio 2018. Per garantire la sostenibilità ed il progresso di un PAN, tuttavia, lo sviluppo della capacità delle donne di partecipare a eventi regionali, nazionali e internazionali di rilievo diventa un fattore imperativo. Ciò si traduce, infatti, nel consolidamento del loro potenziale di negoziazione, nella capacità di parlare in pubblico e, in ultima analisi, nell’ampliamento delle loro reti. Pertanto, per consentire un miglioramento del processo decisionale e delle rappresentanze civiche delle loro regioni, è molto importante incoraggiare e formare le donne a partecipare alle riunioni dei consigli comunali e alle sessioni dei programmi di investimento o ad altri eventi rilevanti. L’associazione Développement et d’Encadrement des Jeunes et de l’Enfance, ad esempio, ha elencato una serie di incontri, conferenze ed eventi a cui hanno partecipato i suoi beneficiari, che sono stati formati nell’ambito del progetto “Le Leadership Féminin et la Participation des Femmes Vivant dans le Milieu Rural à la Vie Politique et au Processus de Prise de Décision“. Questa scala di partecipazione ha contribuito a consolidare le pratiche apprese dalle donne durante le sessioni di formazione e di dialogo e ha portato con sé non solo l’integrazione di genere a livello locale, regionale e internazionale, ma ha anche facilitato la partecipazione delle donne a livello decisionale.

Le suddette buone pratiche sono tra le cause e gli effetti che hanno contribuito alla formazione e allo sviluppo del PAN tunisino. Attraverso il ciclo di coinvolgimento delle donne, soprattutto provenienti dalle comunità, nel decentramento e nella politica locale, le autorità e le organizzazioni della società civile di altri paesi possono facilitare l’accesso delle donne al livello decisionale, alla democratizzazione e ai processi di pace, garantendo al contempo la piena attuazione della Risoluzione 1325 e dell’Agenda per le Donne, la Pace e la Sicurezza.

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Shadi Rouhshahbaz è una giovane peacebuilder e autrice che attualmente sta conseguendo un master in Inter-Mediterranean Mediation and Immigration. Shadi è anche un Fellow dell’UNAOC, Delegato alla Consultazione per la Gioventù, la Pace e la Sicurezza a Bangkok e un facilitatore qualificato. È la fondatrice di PeaceMentors e sostiene varie iniziative di peacebuilding a livello globale.

Questo articolo è stato pubblicato sotto l’egida del progetto Enhancing Women’s Participation in Peace and Security (WEPPS), il cui obiettivo è quello di rafforzare l’efficacia e l’impatto dell’Agenda Donne Pace e Sicurezza in Italia, Nord Africa e Balcani occidentali. Il progetto WEPPS è realizzato dal gruppo ERIS (Emerging Research in International Security) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con l’Agenzia per il Peacebuilding. È finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.


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