{"id":17002,"date":"2020-09-14T18:35:24","date_gmt":"2020-09-14T16:35:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.peaceagency.org\/a-case-study-of-north-macedonias-national-action-plan-on-women-peace-and-security\/"},"modified":"2021-09-14T16:04:35","modified_gmt":"2021-09-14T14:04:35","slug":"a-case-study-of-north-macedonias-national-action-plan-on-women-peace-and-security","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.peaceagency.org\/it\/a-case-study-of-north-macedonias-national-action-plan-on-women-peace-and-security\/","title":{"rendered":"UN CASO STUDIO SUL PIANO D\u2019AZIONE NAZIONALE SU DONNE PACE E SICUREZZA DELLA MACEDONIA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1623927738789{padding-right: 5% !important;padding-left: 5% !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>INTRODUZIONE: UN ACCORDO DI PACE CHE NON TIENE CONTO DEL GENERE<\/h3>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/place\/North-Macedonia\/Independence\">La Repubblica della Macedonia del Nord<\/a><\/strong> \u00e8 uno degli Stati costituitisi dopo la caduta della ex-Jugoslavia, avendo dichiarato la sua indipendenza nel settembre del 1991 in seguito a un referendum popolare. Il primo decennio dopo l\u2019indipendenza del paese fu caratterizzato dalla creazione di istituzioni e processi democratici e, in quel periodo, furono prese svariate misure per costruire e riformare diversi settori. Tuttavia, nel 2001, la pace tra le diverse comunit\u00e0 etniche cominci\u00f2 a essere turbata da <strong><a href=\"https:\/\/www.rferl.org\/a\/1098266.html\">violenti scontri<\/a><\/strong>, scoppiati in diversi villaggi nella zona montuosa del paese. Da questi nacque un conflitto armato che dur\u00f2 sei mesi.<\/p>\n<p>Le donne, in particolare quelle attive nel <strong><a href=\"http:\/\/www.antiko.org.mk\/eng\/programi_detail.asp?ID=2\">settore della societ\u00e0 civile<\/a><\/strong> che si era sviluppato a partire dagli anni Novanta, sono state le prime a reagire a questi scontri, organizzando in particolare aiuti per rifugiati e sfollati, la maggior parte dei quali erano donne e bambini. Queste organizzazioni contribuirono cos\u00ec ad alleviare l\u2019impatto del conflitto sulla popolazione civile, fornendo aiuto psicologico, attivando linee telefoniche di assistenza e distribuendo prodotti igienici e generi alimentari a donne e bambini. Durante il conflitto del 2001, queste organizzazioni misero in piedi reti e alleanze informali che sono rimaste attive anche dopo la fine delle ostilit\u00e0. Nello stesso anno furono poi organizzate una serie di <strong><a href=\"https:\/\/www.berghof-foundation.org\/fileadmin\/redaktion\/Publications\/Papers\/PMCB\/PMCB_Stankovski2019_Republic_North_Macedonia.pdf?fbclid=IwAR29G1RciKO_BBoTm5vUYWpKnQel7m0_xlrIDrxObn8WpFQ8jUw2AVtqaxQ\">tavole rotonde<\/a><\/strong> ed fu promulgato l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.berghof-foundation.org\/fileadmin\/redaktion\/Publications\/Papers\/PMCB\/PMCB_Stankovski2019_Republic_North_Macedonia.pdf\">Appello dei Cittadini<\/a><\/strong> per chiedere la fine del conflitto armato. Lo scopo di queste azioni era quello di mostrare l\u2019importanza di stabilizzare il paese e l\u2019impegno dei gruppi di donne e delle organizzazioni della societ\u00e0 civile (OSC) per il mantenimento della pace e della sicurezza.<\/p>\n<p>Il conflitto armato si concluse con l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.osce.org\/skopje\/100622?download=true\">Accordo di Ohrid (<\/a><\/strong><em><strong><a href=\"https:\/\/www.osce.org\/skopje\/100622?download=true\">Ohrid Framework Agreement<\/a><\/strong><\/em><strong><a href=\"https:\/\/www.osce.org\/skopje\/100622?download=true\">, o OFA)<\/a><\/strong> firmato il 13 agosto 2001, accordo che \u00e8.diventato lo strumento chiave per mantenere l\u2019armonia interetnica nel paese. L\u2019accordo, tuttavia, non menziona il ruolo e l\u2019importanza delle donne, il loro cruciale coinvolgimento nella prevenzione dei conflitti e anche nella ricostruzione post-conflitto. Il testo dell\u2019Accordo include i principi di non-discriminazione e di equa rappresentanza delle diverse comunit\u00e0 etniche nell\u2019esercito e nelle forze di polizia, ma la rappresentanza equa delle donne non viene menzionata. L\u2019Accordo include anche la formazione sul tema dei diritti umani per gli agenti di polizia; tuttavia formazioni sull\u2019uguaglianza di genere non vengono mai esplicitamente menzionati. Il documento fa\u2019 riferimento anche al ritorno e al reinserimento dei rifugiati, ma non \u00e8 stata adottata alcuna prospettiva che tenesse conto di questioni di genere legato a questo processo. Nel complesso, il contenuto dell\u2019 OFA \u00e8 quasi del tutto privo di una prospettiva di genere che tenga conto delle esigenze specifiche e diverse delle donne e delle ragazze.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large\"><p><em>L\u2019accordo, tuttavia, non menziona il ruolo e l\u2019importanza delle donne, il loro cruciale coinvolgimento nella prevenzione dei conflitti e anche nella ricostruzione post-conflitto. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>Non c\u2019era nessuna donna tra gli esperti dei <strong><a href=\"https:\/\/www.globalsecurity.org\/military\/world\/europe\/mk-ohrid.htm\">tre gruppi<\/a><\/strong> coinvolti nei processi di negoziazione e mediazione che hanno preceduto la firma dell\u2019 OFA. Vi hanno, infatti, partecipato quattro rappresentanti di sesso maschile, uno per ciascuno dei quattro principali partiti politici. Gli uomini hanno rappresentato anche la comunit\u00e0 internazionale e sono stati facilitatori del dialogo. Le donne hanno avuto la possibilit\u00e0 di partecipare in qualit\u00e0 di consulenti o in ruoli di sostegno ai gruppi. Tuttavia, in termini di visibilit\u00e0 femminile durante il processo di negoziazione e la conseguente cerimonia della firma dell\u2019 OFA, le donne sono rimaste ancora una volta invisibili.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<h3><strong>DALLA RISOLUZIONE 1325 AL PRIMO PIANO DI AZIONE NAZIONALE MACEDONE<\/strong><\/h3>\n<p>Adottata ufficialmente nel 2000, la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rappresentato fin dall\u2019inizio un documento chiave per sostenere l\u2019integrazione di una prospettiva di genere nel campo della pace e della sicurezza, sottolineando il ruolo delle donne e l\u2019importanza della loro inclusione nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti e nel peacebuilding. Basandosi sulla Risoluzione 1325, anche le organizzazioni di donne macedoni, che avevano gi\u00e0 svolto un ruolo cruciale nel movimento contro la guerra, iniziarono finalmente a contribuire significativamente al peacebuilding, alla riconciliazione e al miglioramento delle relazioni interetniche in Macedonia. Tre anni dopo la fine del conflitto, nel 2004, uno dei primi progetti nell\u2019ambito dell\u2019Agenda Donne, Pace e Sicurezza (DPS) fu realizzato dall\u2019<strong><a href=\"http:\/\/www.antiko.org.mk\/eng\/index.asp\">Iniziativa Civica delle Donne Antico<\/a><\/strong>, una rete interetnica di donne macedoni in posizioni di leadership. L\u2019Iniziativa Antico ha anche sostenuto l\u2019inclusione dell\u2019obiettivo strategico \u201cDonne, pace e sicurezza\u201d nel primo Piano nazionale per l\u2019uguaglianza di genere, nel 2007. Nel 2009, un\u2019altra rete della societ\u00e0 civile, il <strong><a href=\"http:\/\/www.sozm.org.mk\/index.php?lang=en\">Consiglio Nazionale per l\u2019Uguaglianza di Genere<\/a><\/strong>, ha lanciato un progetto intitolato \u201c1325 Ragioni per l\u2019Attuazione della Risoluzione 1325\u201d, volto a promuovere una cultura di pace e a sostenere lo sviluppo del primo Piano d\u2019Azione Nazionale (PAN) su Donne, Pace e Sicurezza. E, nel 2012, l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.womsvetinikole.org.mk\/PROFILE.HTM\">Organizzazione delle Donne di Sveti Nikole<\/a><\/strong>, un\u2019organizzazione della societ\u00e0 civile guidata da donne, <strong><a href=\"http:\/\/www.morm.gov.mk\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/GENDER-EQUALITY-AND-GENDER-PERSPECTIVE-IN-DEFENCE-AND-SECURITY.pdf\">condusse una ricerca<\/a><\/strong> sul grado di consapevolezza e conoscenza della Risoluzione 1325 nel paese. Questa ricerca rivel\u00f2 un fatto preoccupante, ossia che una percentuale significativa degli intervistati non riconosceva il legame tra i diritti delle donne e la pace e sicurezza. I dati raccolti mostrarono anche che solo una piccola percentuale del pubblico conosceva la Risoluzione 1325. Sul lato positivo, la ricerca trov\u00f2 che una buona parte degli intervistati riteneva necessario elaborare un PAN sul tema.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large\"><p>Basandosi sulla Risoluzione 1325, anche le organizzazioni di donne macedoni, che avevano gi\u00e0 svolto un ruolo cruciale nel movimento contro la guerra, iniziarono finalmente a contribuire significativamente al peacebuilding, alla riconciliazione e al miglioramento delle relazioni interetniche in Macedonia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tutte queste attivit\u00e0 spianarono la strada al PAN sviluppato nel 2012. Nel febbraio di quell\u2019anno fu istituito un gruppo di lavoro per la preparazione del primo piano nazionale su Donne, Pace e Sicurezza. Esso comprendeva rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, tra cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero della Difesa, il Centro per la Gestione delle Crisi, il Ministero degli Affari Esteri, nonch\u00e9 rappresentanti di tre organizzazioni di donne e di organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.peacewomen.org\/assets\/file\/NationalActionPlans\/macedonia_nap_1325.pdf\">Il primo PAN<\/a><\/strong> fu quindi adottato ufficialmente nel gennaio 2013, su richiesta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il sostegno del Ministero della Difesa. Entrambe le istituzioni firmarono un memorandum di cooperazione per l\u2019adozione del PAN. E prima della sua adozione, anche la Commissione per le Pari Opportunit\u00e0 dell\u2019Assemblea si impegn\u00f2 per organizzare dei dibattiti pubblici, e per attivare dei processi consultivi e partecipativi per accertare i contenuti del documento. Il PAN fu approvato per un periodo di tre anni (2013-2015), con piani operativi della durata di un anno. Aveva tre obiettivi strategici:<\/p>\n<ul>\n<li>Rafforzare la prospettiva di genere nell\u2019attuazione delle politiche di pace, sicurezza e difesa;<\/li>\n<li>Aumentare la partecipazione e il contributo delle donne alle missioni internazionali, civili e militari;<\/li>\n<li>Prevenire la violenza e proteggere i diritti delle donne in tempo di pace, conflitto e durante le crisi umanitarie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Furono anche definiti tre indicatori generali: il primo era l\u2019analisi del contenuto dei principali documenti politici sulla rappresentanza, il tipo e la frequenza dei riferimenti all\u2019uguaglianza di genere; il secondo era il tracciamento del numero di candidature e nomine di donne nelle missioni internazionali civili e di pace; e il terzo era una maggiore prevenzione della violenza contro le donne e le ragazze e il miglioramento dei meccanismi preposti alla valutazione dei rischi legati a catastrofi naturali, per far s\u00ec che tengano conto delle prospettive di genere.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 positivo del PAN \u00e8 come sia riuscito, attraverso l\u2019organizzazione di vari comitati municipali, a promuovere il ruolo attivo delle donne nella prevenzione dei conflitti, nella ricostruzione delle comunit\u00e0, nelle emergenze e nella gestione delle crisi. Il PAN ha anche riconosciuto la necessit\u00e0 di aumentare la partecipazione delle donne nelle missioni di pace e negli interventi umanitari, ed \u00e8 riuscito a integrare una prospettiva di genere nella valutazione dei rischi inerenti a disastri naturali, crisi umanitarie e catastrofi.<\/p>\n<p>Il lato negativo \u00e8 che, anche se il PAN ha identificato un gruppo di lavoro interministeriale responsabile del monitoraggio dell\u2019implementazione, non ha tuttavia fornito un chiaro meccanismo di monitoraggio. Il PAN non ha nemmeno raccolto informazioni specifiche sulla frequenza delle riunioni del gruppo di lavoro, mentre il lavoro di monitoraggio svolto dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile non viene neanche menzionato. E non si conoscono i progressi compiuti in relazione agli indicatori poich\u00e9 non \u00e8 stata presentata alcuna relazione inerente l\u2019attuazione del PAN. Come se non bastasse, alcuni dei risultati inseriti nell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.peacewomen.org\/nap-macedonia\">elenco dei \u201crisultati attesi\u201d<\/a><\/strong> del Piano sono vaghi e non misurabili. Il PAN \u00e8 inoltre unico nel suo genere nell\u2019affermare esplicitamente che \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.peacewomen.org\/sites\/default\/files\/macedonia_nap_1325.pdf\">le attivit\u00e0 previste non avranno alcuna implicazione finanziaria<\/a><\/strong>\u201d e che le istituzioni responsabili dovranno far affidamento solo al proprio budget. Proprio questa preoccupazione finanziaria relativa al budget \u00e8 stata, complessivamente, una delle maggiori sfide per l\u2019implementazione del PAN. Il PAN \u00e8 inoltre unico nel suo genere nell\u2019affermare esplicitamente che \u201cle attivit\u00e0 previste non avranno alcuna implicazione finanziaria\u201d e che le istituzioni responsabili dovranno far affidamento solo al proprio budget. Proprio questa preoccupazione finanziaria relativa al budget \u00e8 stata, complessivamente, una delle maggiori sfide per l\u2019implementazione del PAN.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<h3>CONCLUSIONE: VERSO UN SECONDO PAN<\/h3>\n<p>Il primo PAN della Macedonia mancava di un approccio intersezionale e non \u00e8 riuscito ad affrontare l\u2019eterogeneit\u00e0 e la molteplicit\u00e0 delle esperienze femminili nonostante il coinvolgimento di tre reti multietniche di donne. Il piano si concentra s\u00ec sul genere, ma le altre variabili che si intersecano con esso, come l\u2019etnia, la religione, l\u2019et\u00e0, l\u2019orientamento sessuale e la disabilit\u00e0, non sono prese in considerazione. Il documento descrive le donne come un gruppo omogeneo e non affronta le diverse categorie di donne che sono colpite in maniera molto diversa da conflitti, scarsa sicurezza e peacebuilding. Tenendo presente che il paese, come tutti gli altri della regione, \u00e8 soggetto a fenomeni di estremismo violento, \u00e8 anche assente il legame tra l\u2019Agenda Donne, Pace e Sicurezza e il ruolo delle donne nella prevenzione e nella lotta all\u2019estremismo violento.<\/p>\n<p>Inoltre, mentre un nuovo PAN avrebbe dovuto essere adottato dopo il 2015, questo non \u00e8 ancora avvenuto. La scadenza per la preparazione del nuovo PAN \u00e8 stata infatti ampiamente superata, e il paese \u00e8 rimasto senza un nuovo PAN per 5 anni. Solo nel gennaio 2020 \u00e8 stato nuovamente formato un gruppo di lavoro interministeriale per la preparazione del secondo PAN. Il <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/DefenceMKD\/posts\/2988336277845703\/\">gruppo al momento \u00e8 guidato e coordinato dal Ministero della Difesa<\/a><\/strong> e si riunir\u00e0 nei prossimi mesi per lavorare intensamente all\u2019adozione di questo importante documento.<\/p>\n<p>In conclusione, dal 2000 a oggi, un gran numero di organizzazioni guidate da donne hanno realizzato attivit\u00e0 volte a migliorare la visibilit\u00e0 della Risoluzione 1325, la localizzazione del PAN e la sua importanza per l\u2019Agenda DPS. Sono stati fatti progressi per quanto riguarda la scarsa inclusione delle donne e delle organizzazioni guidate da donne, ma c\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare. Poich\u00e9 un buon PAN rappresenta una tabella di marcia strategica per promuovere l\u2019attuazione dell\u2019Agenda DPS nella Repubblica macedone, \u00e8 necessario includere nel nuovo documento alcuni aspetti critici: in primo luogo, devono essere forniti finanziamenti sufficienti per la sua attuazione; poi devono essere istituiti chiari sistemi di monitoraggio e valutazione; deve essere inoltre sviluppata una strategia coordinata e chiara che favorisca la collaborazione di tutte le parti interessate; deve essere anche stabilito un approccio intersezionale nell\u2019affrontare l\u2019uguaglianza di genere; e, infine, il PAN e la lotta contro l\u2019estremismo violento devono essere integrati.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\"><strong>Daniela Antonovska<\/strong> \u00e8 un\u2019esperta e consulente in materia di uguaglianza di genere.<\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sotto l\u2019egida del progetto<strong><a href=\"http:\/\/www.peaceagency.org\/en\/activities\/advocacy\/enhancing-womens-participation-in-peace-and-security\/\"> Enhancing Women\u2019s Participation in Peace and Security (WEPPS)<\/a><\/strong>, il cui obiettivo \u00e8 quello di rafforzare l\u2019efficacia e l\u2019impatto dell\u2019Agenda WPS in Italia, Nord Africa e Balcani occidentali. Il progetto WEPPS \u00e8 realizzato dal gruppo <strong><a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/istituto\/dirpolis\/eris\">ERIS <\/a><\/strong>(Emerging Research in International Security) della <strong><a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\">Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa<\/a><\/strong>, in collaborazione con l\u2019Agenzia per il Peacebuilding. \u00c8 finanziato dal <strong><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/\">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/a><\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14\/10\/2020 &#8211; Daniela Antonovska &#8211; La Repubblica della Macedonia del Nord \u00e8 uno degli Stati costituitisi dopo la caduta della ex-Jugoslavia, avendo dichiarato la sua indipendenza nel settembre del 1991 in seguito a un referendum 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