{"id":17005,"date":"2020-08-03T18:40:08","date_gmt":"2020-08-03T16:40:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.peaceagency.org\/women-peace-and-security-in-kosovo-empowerment-through-the-tangles-of-tradition\/"},"modified":"2021-09-14T16:07:22","modified_gmt":"2021-09-14T14:07:22","slug":"women-peace-and-security-in-kosovo-empowerment-through-the-tangles-of-tradition","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.peaceagency.org\/it\/women-peace-and-security-in-kosovo-empowerment-through-the-tangles-of-tradition\/","title":{"rendered":"DONNE, PACE E SICUREZZA IN KOSOVO: L\u2019EMANCIPAZIONE ATTRAVERSO LE TRAME DELLA TRADIZIONE"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1623926897937{padding-right: 5% !important;padding-left: 5% !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>INTRODUZIONE: UNA NUOVA ENTIT\u00c0, UNA NUOVA AGENDA<\/strong><\/h3>\n<p>Il 31 ottobre 2000, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha emanato la<a href=\"https:\/\/www.un.org\/womenwatch\/osagi\/wps\/#resolution\"><strong>Risoluzione 1325<\/strong><\/a> su Donne, Pace e Sicurezza (DPS), riconoscendo definitivamente che un progetto per la costruzione di un mondo pacifico, sviluppato e giusto non pu\u00f2 escludere le donne. La risoluzione ha stabilito che le donne devono avere un ruolo pi\u00f9 forte e incisivo nella prevenzione e risoluzione dei conflitti, nonch\u00e9 nelle operazioni di peacebuilding, rivolgendosi agli Stati Membri per intraprendere iniziative nel campo legislativo, finanziario, giudiziario, tecnico e logistico.<\/p>\n<p>Quel giorno il Kosovo faceva ancora i conti con le conseguenze della guerra. L\u2019anno prima, gli Accordi di Kumanovo avevano concluso la Guerra del Kosovo (1998-1999), e il 10 giugno 1999, il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU adottava la <a href=\"https:\/\/unmik.unmissions.org\/united-nations-resolution-1244\"><strong>Risoluzione 1244<\/strong><\/a>, istituendo la Missione dell\u2019ONU in Kosovo (<a href=\"https:\/\/unmik.unmissions.org\/\"><strong>UNMIK<\/strong><\/a>) per fornire assistenza umanitaria e per appoggiare un processo di lungo termine di peacebuilding, sicurezza e sviluppo. La nascita di una nuova entit\u00e0 rappresentava dunque l\u2019opportunit\u00e0 per cominciare la ricostruzione sociale sotto la guida della Risoluzione 1325 e l\u2019occasione di dimostrarsi all\u2019avanguardia circa il modo di affrontare questa sfida, assicurando sin dall\u2019inizio una pi\u00f9 forte partecipazione delle donne. Quando si riflette sui progressi nell\u2019implementazione dell\u2019Agenda DPS, occorre considerare il Kosovo sia da un punto di vista storico che culturale. Da un lato, in un territorio senza un preesistente quadro istituzionale, UNMIK ha posto le fondamenta per lo sviluppo di istituzioni democratiche, nonch\u00e9 per la ricostruzione socio-economica.<\/p>\n<p>Oggi il Kosovo \u00e8 una giovane repubblica con uno <em>status<\/em> indefinito: il 17 febbraio 2008 ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia, ma deve ancora essere pienamente riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. Inoltre, molti problemi irrisolti di natura politica, economica e sociale continuano a ostacolare il paese. Dall\u2019altro lato, il contesto culturale ha avuto una forte influenza su come il Kosovo ha affrontato l\u2019emancipazione femminile. In particolare, la societ\u00e0 kosovara \u00e8 stata tradizionalmente caratterizzata da una struttura patriarcale che escludeva le donne dall\u2019educazione e dalla vita sociale (specialmente nelle aree rurali). Una cultura a tal punto legata alla tradizione, da comportare ancora estreme e paradossali conseguenze: migliaia di donne vittime di stupro durante la guerra sono, infatti, tuttora considerate causa di disonore per le loro famiglie, condannate dal comune sentire a un perpetuo silenzio.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large\"><p>La nascita di una nuova entit\u00e0 rappresentava dunque l\u2019opportunit\u00e0 per cominciare la ricostruzione sociale sotto la guida della Risoluzione 1325 e l\u2019occasione di dimostrarsi all\u2019avanguardia circa il modo di affrontare questa sfida, assicurando sin dall\u2019inizio una pi\u00f9 forte partecipazione delle donne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>______<\/p>\n<h3><strong>IL PIANO DI LAVORO 2013-2015: NUMERI POSITIVI, REALT\u00c0 COMPLICATE<\/strong><\/h3>\n<p>Il Kosovo ha cercato di integrare la prospettiva di genere nel suo quadro legale e istituzionale sin dall\u2019inizio della sua trasformazione e modernizzazione post-bellica, ancor prima della nascita del suo primo governo nel gennaio 2008: si vedano a titolo d\u2019esempio la prima Legge sull\u2019eguaglianza di genere del 2004 e il <a href=\"https:\/\/abgj.rks-gov.net\/assets\/cms\/uploads\/files\/Publikimet%20ABGJ\/ABGJ%20Programi%20i%20Kosoves%20per%20Barazi%20Gjinore%20(2)(1).pdf\"><strong>Programma del Kosovo per l\u2019Eguaglianza di Genere<\/strong><\/a> (PKEG) per il periodo 2008-2013. Un passo avanti \u00e8 stato compiuto con l\u2019adozione del <a href=\"https:\/\/www.peacewomen.org\/sites\/default\/files\/kosovo_nap_2014.pdf\"><strong>Piano di Lavoro<\/strong><\/a> (PL) 2013-2015, un Piano Nazionale di Azione per implementare la Risoluzione 1325 e il PKEG. Ufficialmente approvato nel gennaio 2014, le attivit\u00e0 per la stesura e attualizzazione del Piano sono state iniziate nel 2013 sotto la guida dell\u2019Agenzia per l\u2019Uguaglianza di Genere del Kosovo, in collaborazione con altri ministeri, istituzioni giudiziarie, organizzazioni della societ\u00e0 civile, media e diversi gruppi di interesse, e con il supporto dei partner internazionali, come UN Women e l\u2019Ufficio dell\u2019Alto Commissariato per i Diritti Umani (OHCHR). \u00c8 stato cos\u00ec istituito un Gruppo di Lavoro di 28 membri in modo da essere ampiamente rappresentativo, inclusivo, multi-settoriale e trasparente, e di fornire un testo accettabile da tutti gli stakeholders.<\/p>\n<p>Il progresso, in termini di eguaglianza di genere e partecipazione delle donne, pu\u00f2 essere analizzato guardando ai dati del Piano di Lavoro 2013-2015 e paragonandoli con le pi\u00f9 recenti informazioni. Per quanto riguarda la rappresentanza politica in Parlamento e nelle assemblee locali, la presenza delle donne \u00e8 garantita dalla Legge sulle elezioni generali e dalla Legge sulle elezioni locali attraverso una specifica quota (30%): attualmente, dopo le elezioni politiche del 2019, 39 su 120 deputati sono donne (33%). Tuttavia, il loro posizionamento nei ruoli decisionali mostra un significativo squilibrio in favore degli uomini e molte <strong><a href=\"https:\/\/www.ndi.org\/sites\/default\/files\/Gender-Assesment-report-eng.pdf\">barriere<\/a> <\/strong>permangono per raggiungere una partecipazione equa. Questa situazione influisce sulla struttura dei<strong> <a href=\"http:\/\/kgscenter.net\/site\/assets\/files\/1530\/1__women_in_senior_decision-making_positions_in_public_sector_and_political_parties.pdf\">partiti politici<\/a> <\/strong>dove la percentuale delle donne nelle posizioni di leadership \u00e8 ancora bassa (dal 10% nel 2013-2015, a una media del 20% nel 2017); inoltre, la<strong> <a href=\"https:\/\/library.fes.de\/pdf-files\/bueros\/kosovo\/09740.pdf\">copertura mediatica<\/a><\/strong>dei dibattiti politici d\u00e0 meno visibilit\u00e0 ai candidati donne rispetto ai candidati di sesso maschile. Di conseguenza, la percezione pubblica di quanto partecipino le donne rimane bassa. Di fatto, secondo una prima<strong> <a href=\"https:\/\/abgj.rks-gov.net\/assets\/cms\/uploads\/files\/Publikimet%20ABGJ\/Raporti%20ANG.pdf\">valutazione del PKEG<\/a>, <\/strong>pubblicata nel 2016, il programma non ha contribuito ad un miglioramento dell\u2019immagine e della rappresentazione delle donne nei media.<\/p>\n<p>Una condizione simile pu\u00f2 essere trovata al livello esecutivo e nella pubblica amministrazione: i meccanismi per conseguire l\u2019uguaglianza di genere sono stati previsti e hanno provocato un incremento del numero delle donne negli uffici pubblici, i cui <a href=\"https:\/\/prishtinainsight.com\/record-number-of-women-in-government-inspirational\/\"><strong>effetti sono tuttora visibili<\/strong><\/a>. Tuttavia, le donne continuano a subire svantaggi in termini di <a href=\"https:\/\/abgj.rks-gov.net\/assets\/cms\/uploads\/files\/Publikimet%20ABGJ\/ABGJ-%20RAPORTI%20Dyte%20FINAL%20%20PV%201325.pdf\"><strong>posizioni manageriali<\/strong><\/a> (una media del 31% a livello centrale e locale nel periodo di riferimento 2014-2016). I soli esempi virtuosi sono la Presidenza della Repubblica, dove la prima donna Presidente, Atifete Jahjaga, fu designata nell\u2019aprile 2011, con uno staff composto da cinque donne e quattro uomini; e la prima donna sindaco, Mimoza Kusari Lila, eletta nel Comune di Gjakova nel 2013.<\/p>\n<p>Similmente, possono trovarsi trends contraddittori in altri settori. Nel sistema giudiziario, per esempio, alcune Corti presentano una maggioranza di giudici donne, ma solo poche raggiungono le posizioni apicali. Un buon andamento, invece, \u00e8 stato registrato nell\u2019implementazione della partecipazione delle donne ai processi di peacekeeping e peacebuilding: secondo il Working Plan, il 67% delle iniziative previste \u00e8 stato completato e attualmente il 30% del servizio per gli affari esteri \u00e8 composto da donne. Allo stesso tempo, altre attivit\u00e0 connesse alle missioni di peacekeeping e peacebuilding all\u2019estero sono state differite in quanto l\u2019attuale status internazionale del Kosovo impedisce di inviare rappresentati. Nella Polizia nazionale, malgrado il significativo crescente numero di donne, queste continuano a essere discriminate, specialmente nell\u2019ambito dello staff in uniforme: infatti, facilmente rassegnano le dimissioni dal loro ruolo a causa delle inadeguate condizioni di lavoro, la mancanza di sicurezza e le poche opportunit\u00e0 di promozione; un ambiente lavorativo non amichevole, con delega di funzione e svilimento dei valori femminili.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-17006\" src=\"https:\/\/www.peaceagency.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/art_7_img-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.peaceagency.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/art_7_img-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.peaceagency.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/art_7_img-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.peaceagency.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/art_7_img-2-700x466.jpg 700w, https:\/\/www.peaceagency.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/art_7_img-2.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>______<\/p>\n<h3>LA PROSPETTIVA LEGISLATIVA E ISTITUZIONALE<\/h3>\n<p>Una valutazione complessiva circa l\u2019implementazione dell\u2019Agenda DPS mostra che ci sono stati progressi nella legislazione concernente i diritti delle donne e l\u2019eguaglianza di genere: si vedano, a titolo di esempio, la Costituzione (2008), la Legge contro le discriminazioni (2004), la nuova Legge sull\u2019eguaglianza di genere (2015), e la Legge sulla protezione dalla violenza domestica (2010). Il nuovo stato kosovaro ha anche cercato di adattare il suo ordinamento giuridico al diritto internazionale, principalmente alla Convenzione ONU sull\u2019eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, la Convenzione Europea sui Diritti dell\u2019Uomo (CEDU), e l\u2019<em>Acquis Communitaire<\/em>dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Simili sforzi sono stati fatti per quanto riguarda le politiche e le strategie, attraverso l\u2019adozione del Programma Nazionale di Lavoro Anti-traffico, del Piano di Lavoro per l\u2019Emancipazione Economica delle Donne, e della Politica sui Diritti Umani e l\u2019Eguaglianza di Genere prevista dal Ministero delle Forze di Sicurezza del Kosovo. Queste politiche hanno portato ad alcuni miglioramenti: il numero delle donne imprenditrici e proprietarie di immobili \u00e8 cresciuto, mentre progressi sono stati registrati nella riduzione del tasso di analfabetismo femminile. Allo stesso tempo, \u00e8 necessario un maggiore impegno con riferimento al settore della sicurezza.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 come il Kosovo abbia predisposto un quadro istituzionale composto da enti pubblici e della societ\u00e0 civile, nazionali e internazionali, con l\u2019esplicita missione di promuovere le questioni sul genere, proteggere i diritti umani e legittimare le donne: il Parlamento e la sua Commissione interna, l\u2019Agenzia per l\u2019Uguaglianza di Genere, la Forza di Sicurezza del Kosovo, l\u2019Ombudsperson, UN Women, UNDP, l\u2019OSCE e la KFOR (la missione di pace NATO) hanno tutti partecipato allo studio del contenuto e alla stesura del Piano di Lavoro. La KFOR ha anche organizzato, nel 2018, la \u201cConferenza Internazionale su Donne, Pace e Sicurezza\u201d per creare una piattaforma dove le istituzioni internazionali e locali e le organizzazioni della societ\u00e0 civile potessero discutere di argomenti connessi al genere con un focus sulla sicurezza e le generazioni pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>Le organizzazioni della societ\u00e0 civile meritano una menzione speciale per il loro forte impegno nell\u2019implementazione della Risoluzione 1325 e nel supporto all\u2019inclusione della voce delle donne nelle istituzioni, e in svariate strategie e programmi di sviluppo. Ad esempio, la<strong> <a href=\"https:\/\/womensnetwork.org\/\">Kosovo Women\u2019s Network<\/a><\/strong> raccoglie centinaia di membri, organizzazioni rappresentative delle donne da tutto il Kosovo e di tutti i gruppi sociali, politici ed etnici, e coordina i loro sforzi per aumentare la consapevolezza delle donne circa il loro ruolo nello sviluppo della societ\u00e0 e nel contributo ai processi di peacekeeping e peacebuilding attraverso l\u2019educazione, la formazione e l\u2019assistenza sociale.<\/p>\n<p>Ciononostante, solo pochi meccanismi sono stati sviluppati per rendere effettiva l\u2019eguaglianza di genere, mentre l\u2019occupazione e la situazione socioeconomica delle donne rimane ancora svantaggiosa in confronto a quella degli uomini, malgrado il Piano di Lavoro per l\u2019Emancipazione Economica delle Donne. Notevoli progressi sono stati raggiunti riguardo alla violenza domestica e ai servizi per le vittime, grazie all\u2019adozione della Legge sulla protezione contro la violenza domestica e lo sviluppo del Programma Nazione e del Piano di Azione contro la Violenza Domestica, ma la loro reintegrazione resta una sfida incalzante. Nel campo dell\u2019educazione, il Ministero competente e i Comuni hanno implementato diverse attivit\u00e0 per le ragazze meno abbienti (ad esempio, coprendo i costi di trasporto, approvando borse di studio, ecc.), mentre il Ministero del Lavoro e del Welfare Sociale organizza vari corsi di formazione. Sono state registrate una riduzione del tasso di analfabetismo e un pi\u00f9 alto tasso di iscrizione scolastica, ma gli indicatori sull\u2019accesso e sulla partecipazione ai vari livelli di educazione evidenzia ancora varie differenze di genere.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large\"><p>L\u2019emancipazione femminile nel Kosovo non necessita solo di riforme legali per ridurre divari e limiti, ma deve anche essere affrontata con un\u2019approfondita analisi di contesto e culturale, specialmente nelle aree rurali, per identificare le sfide concernenti la percezione del ruolo delle donne sia all\u2019interno che all\u2019esterno della famiglia, in politica, nel mondo imprenditoriale e cos\u00ec via.<\/p><\/blockquote>\n<p>______<\/p>\n<h3>CONCLUSIONE<\/h3>\n<p>Durante <strong>l\u2019<a href=\"https:\/\/unmik.unmissions.org\/file\/2018-un-kosovo-global-open-day-women-peace-and-security\">UN Global Open Day on \u201cWomen, Peace and Security\u201d<\/a> <\/strong>tenuto a Pristina nel 2018, i partecipanti provenienti dalle organizzazioni internazionali, dalla politica e dalla societ\u00e0 civile hanno riconosciuto i risultati fino a quel punto raggiunti; allo stesso tempo, tuttavia, hanno sottolineato la necessit\u00e0 di ulteriori sforzi per assicurare l\u2019eguaglianza a tutti i livelli, per superare i pregiudizi tipici della mentalit\u00e0 maschilista e per rafforzare la consapevolezza circa il potenziale della leadership, della rappresentanza politica e del decisionismo delle donne.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del Kosovo dimostra come a volte, anche di fronte a un avanzato quadro legale e istituzionale, non c\u2019\u00e8 un\u2019immediata risposta da parte della popolazione, in quanto il contesto culturale necessita di pi\u00f9 tempo per adattarsi a cambiamenti importanti. La questione dell\u2019emancipazione femminile nel Kosovo non necessita solo di riforme legali per ridurre divari e limiti, ma deve anche essere affrontata con una approfondita analisi di contesto e culturale, specialmente nelle aree rurali, per identificare le sfide concernenti la percezione del ruolo delle donne sia all\u2019interno che all\u2019esterno della famiglia, in politica, nel mondo imprenditoriale e cos\u00ec via.[:<\/p>\n<p>I pregiudizi tradizionali possono essere superati rafforzando la prospettiva di genere nei programmi educativi, in modo da promuovere l\u2019eguaglianza tra uomini e donne nella dignit\u00e0 e nella libert\u00e0 di scelta. Questo \u00e8 ancor pi\u00f9 vero nello specifico contesto del Kosovo, dove le donne non stanno solo cercando di emanciparsi da una visione patriarcale, ma continuano a dover fare i conti con le conseguenze della guerra, dove sono state direttamente prese di mira dai combattenti.<\/p>\n<p>Affrontare l\u2019impatto della violenza sulle donne \u00e8 di primaria importanza per il percorso di riconciliazione e per arrivare a una pace durevole; pertanto qualsiasi processo di peacebuilding non pu\u00f2 trascurare la dimensione di genere e deve assicurare l\u2019equa partecipazione e il pieno godimento dei diritti alle ragazze e alle donne, nonch\u00e9 il loro pieno coinvolgimento nel mantenimento e nella promozione della pace e della sicurezza. A questo proposito, si spera che l\u2019implementazione del nuovo <a href=\"https:\/\/kryeministri-ks.net\/en\/the-government-approves-kosovo-program-for-gender-equality-and-the-decision-to-initiate-procedures-for-declaring-the-former-prison-in-prishtina-a-museum\/\"><strong>PKEG 2020-2024 e il Piano di Azione 2020-2022<\/strong><\/a> porti ad una svolta.<\/p>\n<p>____________<\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\"><strong><em>Giona Michele Scilla<\/em><\/strong><em> \u00e8 uno <\/em>Studente del Master in Diplomazia Culturale all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore<em>.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sotto l\u2019egida del progetto <strong><a href=\"https:\/\/www.peaceagency.org\/en\/activities\/advocacy\/enhancing-womens-participation-in-peace-and-security\/\">Enhancing Women\u2019s Participation in Peace and Security (WEPPS)<\/a><\/strong>, il cui obiettivo \u00e8 quello di rafforzare l\u2019efficacia e l\u2019impatto dell\u2019Agenda Donne, Pace e Sicurezza in Italia, Nord Africa e nei Balcani Occidentali. Il progetto WEPPS \u00e8 realizzato dal gruppo <strong><a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/istituto\/dirpolis\/eris\">ERIS<\/a><\/strong> (Emerging Research in International Security) della <strong><a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\">Scuola Superiore Sant\u2019Anna <\/a><\/strong>di Pisa, in collaborazione con l\u2019Agenzia per il Peacebuilding. \u00c8 finanziato dal <strong><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/\">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/a><\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\/08\/2020 &#8211; Giona Michele Scilla &#8211; Il 31 ottobre 2000, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha emanato la Risoluzione 1325 su Donne, Pace e Sicurezza 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