{"id":17021,"date":"2020-06-23T17:52:01","date_gmt":"2020-06-23T15:52:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.peaceagency.org\/womens-participation-in-peace-processes-the-case-of-the-women-for-peace-initiative-in-turkey\/"},"modified":"2021-09-14T16:25:36","modified_gmt":"2021-09-14T14:25:36","slug":"womens-participation-in-peace-processes-the-case-of-the-women-for-peace-initiative-in-turkey","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.peaceagency.org\/it\/womens-participation-in-peace-processes-the-case-of-the-women-for-peace-initiative-in-turkey\/","title":{"rendered":"LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE NEI PROCESSI DI PACE: LA \u201cWOMEN FOR PEACE INITIATIVE\u201d IN TURCHIA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1622129939550{padding-right: 5% !important;padding-left: 5% !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>INTRODUZIONE: L\u2019IMPEGNO DELLE DONNE PER LA PACE IN TURCHIA<\/strong><\/h3>\n<p>A partire dagli anni \u201980, il sud-est della Turchia \u00e8 stato sconvolto da un conflitto, talora violento e talora a bassa intensit\u00e0, legato alla continua discriminazione subita dalla popolazione curda del paese. Le lotte curde per i diritti fondamentali e per uno status equo di cittadini hanno incluso sia attivit\u00e0 politiche di natura pacifica sia forme di insurrezione guidate dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). La violenza politica e lo sfollamento della popolazione curda hanno colpito in modo sproporzionato le donne ed i bambini, contribuendo ulteriormente a peggiorare i gi\u00e0 scarsi indici di uguaglianza di genere in Turchia.<\/p>\n<p>Negli ultimi dieci anni, durante i vari tentativi di raggiungere un accordo di pace tra il governo turco, e specificatamente il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (\u201cAdalet ve Kalk\u0131nma Partisi\u201d in turco AKP), e il PKK, e soprattutto durante il processo di pace tra il 2013 ed il 2015, le donne sono state sempre in prima linea nel promuovere le iniziative di pace volute dalla societ\u00e0 civile, sia a titolo individuale che collettivamente. A questo proposito, la piattaforma <em>Women for Peace Initiative<\/em> ha riunito in s\u00e9 una serie di organizzazioni ideologicamente diverse, offrendo opportunit\u00e0 senza precedenti di colmare le persistenti divisioni ideologiche ed etniche tra le organizzazioni femminili promuovendo nuove forme di empatia e solidariet\u00e0. Nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa, le donne peacebuilder si sono incontrate regolarmente in diverse parti della Turchia per discutere, tra le altre questioni, la riconciliazione interetnica, l\u2019amnistia ai prigionieri politici curdi e le varie modalit\u00e0 di integrazione degli ex guerriglieri nella vita civile, una volta abolita l\u2019ala militare del movimento curdo.<\/p>\n<p>Le mie interviste sul campo con donne attiviste, svoltesi a \u0130stanbul, Ankara e Diyarbak\u0131r durante la mia ricerca sui processi di pace tra il 2013 e il 2015, hanno mostrato l\u2019emergere di forme di solidariet\u00e0 ispirate da una forte visione di una vita senza violenza e conflitti, e dalla convinzione che la pace non pu\u00f2 essere raggiunta senza la partecipazione paritaria delle donne\u00a0 provenienti da ogni gruppo sociale.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large\"><p>\u201cNegli ultimi dieci anni, durante i vari tentativi di raggiungere un accordo di pace tra il governo turco, e specificatamente il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, e il PKK, e soprattutto durante il processo di pace tra il 2013 ed il 2015, le donne sono state sempre in prima linea nel promuovere le iniziative di pace volute dalla societ\u00e0 civile, sia a titolo individuale che collettivamente.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>______<\/p>\n<h3>L\u2019INIZIATIVA <em>WOMEN FOR PEACE \u0130NITIATIVE<\/em>: GENESI, STRUTTURA E IMPEGNO<\/h3>\n<p>Un passo importante nella lotta delle donne per la pace in Turchia \u00e8 stata proprio l\u2019istituzione dell\u2019organizzazione <em><strong><a href=\"https:\/\/www.kadinininsanhaklari.org\/portfolio-view\/baris-icin-kadin-girisimi\/\">Women for Peace \u0130nitiative<\/a><\/strong><\/em> (\u201cBar\u0131\u015f \u0130\u00e7in Kad\u0131n Giri\u015fimi\u201d in turco). Questa piattaforma comprende sia organizzazioni che singoli individui, esponenti di molteplici opinioni politiche, provenienza sociale, gruppi etnici, retaggio religioso e orientamento sessuale. Tra la sua nascita nel 2009 e il 2012, la piattaforma si \u00e8 impegnata, da un lato, a sensibilizzare sempre pi\u00f9 persone sul tema della pace in Turchia e, dall\u2019altro, a discutere e a documentare la maniera in cui le donne (curde e non) sono state danneggiate dalla guerra e dal conflitto. Durante i processi di pace del 2013-2015, la piattaforma ha organizzato svariati eventi per sensibilizzare la societ\u00e0 su questo tema. Ha tenuto numerose manifestazioni e incontri con politici, sindacati e attiviste per i diritti umani, incluse <em>peacebuilder<\/em> da altri paesi. Ha inoltre organizzato fora in tutto il Paese per discutere con donne di et\u00e0 diverse le loro aspettative per il processo di pace e per spingere il governo turco a elaborare un piano nazionale di pace che garantisse la partecipazione paritaria delle donne.<\/p>\n<p>La piattaforma ha istituito cinque commissioni per lavorare sui temi della pace e della riconciliazione. La <em>Women\u2019s Truth Commission<\/em> \u00e8 stata incaricata di concentrarsi sulle molteplici forme e dimensioni di ingiustizia patite dalle donne durante la guerra. La <em>Gender Equality and Constitution Commission<\/em> si \u00e8 impegnata a garantire che i diritti delle donne e l\u2019uguaglianza di genere fossero sanciti dalla costituzione e a discutere le norme legali per il risarcimento dei danni subiti dalle donne a causa del conflitto. La <em>Security Reform Commission<\/em> aveva il compito di determinare le misure di sicurezza umane necessarie ad evitare che si ripetessero\u00a0quelle violazioni di cui le donne sono state vittime durante il conflitto armato. La <em>Press and Media Commission<\/em> si \u00e8 occupata di richiamare l\u2019attenzione sulle richieste espresse dalle donne sulle questioni di pace. Infine, la <em>Contact and Observation Commission<\/em> ha osservato e valutato il processo di pace dal punto di vista delle donne, mantenendo i contatti con tutti i gruppi sociali (in particolare con i gruppi di donne) e con tutte le altre parti coinvolte in questo processo.<\/p>\n<p>In generale, l\u2019iniziativa <em>Women for Peace \u0130nitiative<\/em> voleva sottolineare come, per essere giusto e sostenibile, il processo di pace dovesse collocarsi all\u2019interno di un quadro giuridico ben definito, e includere le donne in modo paritario in qualit\u00e0 di negoziatrici, mediatrici e osservatrici. Ha quindi cercato di impegnarsi per la pace progettando un\u2019azione comune e creando un linguaggio condiviso tra le donne, capace di superare le divergenze politiche, ideologiche, etniche e di altro tipo.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large\"><p>\u201cl\u2019iniziativa <em>Women for Peace \u0130nitiative<\/em> voleva sottolineare come, per essere giusto e sostenibile, il processo di pace dovesse collocarsi all\u2019interno di un quadro giuridico ben definito, e includere le donne in modo paritario in qualit\u00e0 di negoziatrici, mediatrici e osservatrici.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Durante un\u2019importante conferenza dal titolo \u201cLe donne assumono un ruolo attivo nel processo di pace\u201d, tenutasi presso l\u2019Universit\u00e0 Bo\u011fazi\u00e7i di Istanbul nel maggio 2013, l\u2019Iniziativa ha presentato una <strong><a href=\"http:\/\/www.peacewomen.org\/assets\/media\/baris_kadin_ingilizce_baski_2.pdf\">lista di richieste<\/a><\/strong>. Facendo riferimento alla Risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la piattaforma ha chiesto al governo turco di elaborare un piano nazionale che presentasse le modifiche da apporre alla costituzione in modo da garantire l\u2019uguaglianza di genere in tutti i settori della vita. Inoltre ha richiesto il riconoscimento dei crimini politici passati contro i curdi, la condanna di coloro che si sono resi responsabili di stupri e altri crimini sessuali durante la guerra, in prigione o sotto custodia, il risarcimento dei danni di guerra, il ritorno degli sfollati nei villaggi che sono stati svuotati con la forza all\u2019inizio degli anni \u201990, l\u2019identificazione delle fosse comuni e il riconoscimento delle perdite subite dalle donne. Inoltre le attiviste di <em>Women for Peace Initiative<\/em> hanno chiesto riforme nel settore della sicurezza che tenessero conto del genere e delle esigenze dei bambini, hanno preteso percorsi di formazione sulle tematiche di genere per coloro che lavorano nell\u2019amministrazione civile e il rilascio di tutti i prigionieri politici. Hanno anche insistito sul fatto che i comitati e le commissioni relative al processo di pace dovrebbero sempre includere un egual numero di donne e di uomini, e che dovrebbero cooperare con le organizzazioni di donne, integrando la dimensione di genere in tutte le discussioni.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<h3>CONCLUSIONE: NAVIGARE IN UN CONTESTO DIFFICILE<\/h3>\n<p>Nessuna delle richieste presentate dalla <em>Women for Peace Initiative<\/em> \u00e8 stata presa in considerazione dal governo turco sotto la guida del partito AKP. Il partito si \u00e8 completamente rifiutato di affrontare le questioni inerenti la giustizia di transizione, insistendo sul fatto che tutti i crimini erano stati commessi prima della sua salita al potere nel 2002 e che non c\u2019erano state violenze durante il suo mandato.<\/p>\n<p>In retrospettiva, l\u2018Iniziativa ha avuto un successo limitato nell\u2019assicurare che le questioni di genere fossero integrate nel processo di pace; ciononostante il suo impatto, a livello socio-politico, \u00e8 andato ben oltre questo semplice risultato.\u00a0 L\u2019esperienza di <em>Women for Peace Initiative<\/em> ha dimostrato che le divisioni politiche e ideologiche hanno certamente una notevole influenza su come gli individui si approcciano alle questioni di pace, ma anche che il dialogo pu\u00f2 essere efficace nel superare le differenze e costruire alleanze volta alla promozione della pace. L\u2019iniziativa ha creato spazi di scambio, solidariet\u00e0 e cooperazione, che si sono purtroppo ridotti drasticamente <strong><a href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/europe-central-asia\/western-europemediterranean\/turkey\/turkey-and-pkk-saving-peace-process\">dopo il fallimento del processo di pace<\/a><\/strong>. Il conflitto, riaccesosi nel sud-est della Turchia, ha esacerbato e reso ancora pi\u00f9 profonda la polarizzazione della societ\u00e0 turca e accentuato la mancanza di fiducia reciproca, colpendo anche la cooperazione femminista turco-curda. Molte organizzazioni di donne sono state chiuse dallo Stato dopo il fallito colpo di stato del 2016; molte altre sono state costrette a mantenere un basso profilo per evitare di essere anch\u2019esse ufficialmente bandite.<\/p>\n<p><strong>I<\/strong>l fallimento del processo di pace e gli sviluppi politici verificatisi in Turchia a partire dalla met\u00e0 del 2015, in particolare la repressione delle attiviste per la pace e per i diritti umani, hanno dimostrato che le <strong><a href=\"http:\/\/research.sabanciuniv.edu\/35330\/1\/ToplumsalMutabakattave%C3%87at%C4%B1%C5%9Fma%C3%87%C3%B6z%C3%BCm%C3%BCndeKad%C4%B1nlar%C4%B1nRol%C3%BC_%C3%87elik.pdf\">alleanze tra donne volte alla promozione della pace, per quanto importanti e attive, non possono sperare di ottenere molto senza il sostegno dei partiti politici, e soprattutto delle parti in conflitto<\/a><\/strong>. Ciononostante, l\u2019impegno delle donne per la pace e la giustizia \u00e8 durato a lungo. A questo proposito, la risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha fornito sia un quadro di riferimento sia un\u2019ispirazione duratura per le lotte delle donne nel loro tentativo di porre fine al violento conflitto in Turchia e di partecipare in modo paritario nel <em>peacebuilding<\/em>. Le donne hanno adattato alle esigenze locali e applicato in modo creativo i principi della Risoluzione 1325 e, una volta che hanno trovato il modo di allinearsi all\u2019agenda globale femminista per la pace, hanno acquisito anche un senso di\u00a0<em>empowerment<\/em>, ovvero di poter fare la differenza come protagoniste.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>La Dott.ssa <strong>Ina Merdjanova<\/strong> \u00e8 ricercatrice e assistente universitaria al Trinity College di Dublino, in Irlanda, e visiting professor alla Coventry University, nel Regno Unito. Ha a suo credito un ampio numero di pubblicazioni sulla religione e la politica, le donne, le minoranze e il peacebuilding nei Balcani e in Turchia.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sotto l\u2019egida del progetto <strong><a href=\"http:\/\/www.peaceagency.org\/en\/activities\/advocacy\/enhancing-womens-participation-in-peace-and-security\/\">Enhancing Women\u2019s Participation in Peace and Security (WEPPS)<\/a><\/strong>, il cui obiettivo \u00e8 quello di rafforzare l\u2019efficacia e l\u2019impatto dell\u2019Agenda Donne, Pace e Sicurezza in Italia, Nord Africa e nei Balcani occidentali. Il progetto WEPPS \u00e8 realizzato dal gruppo <strong><a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/istituto\/dirpolis\/eris\">ERIS<\/a><\/strong> (Emerging Research in International Security) della <strong><a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\">Scuola Superiore Sant\u2019Anna<\/a><\/strong> di Pisa, in collaborazione con l\u2019Agenzia per il Peacebuilding. \u00c8 finanziato dal <strong><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/\">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23\/06\/2020 &#8211; Ina Merdjanova &#8211; A partire dagli anni \u201980, il sud-est della Turchia \u00e8 stato sconvolto da un conflitto, talora violento e talora a bassa intensit\u00e0, legato alla continua discriminazione subita dalla popolazione curda del paese. 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