{"id":17061,"date":"2019-07-31T18:35:08","date_gmt":"2019-07-31T16:35:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.peaceagency.org\/youth-engagement-in-nuclear-disarmament-rethinking-peace-and-security\/"},"modified":"2021-09-14T16:49:38","modified_gmt":"2021-09-14T14:49:38","slug":"youth-engagement-in-nuclear-disarmament-rethinking-peace-and-security","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.peaceagency.org\/it\/youth-engagement-in-nuclear-disarmament-rethinking-peace-and-security\/","title":{"rendered":"L\u2019IMPEGNO DEI GIOVANI PER IL DISARMO NUCLEARE: UN MODO PER RIPENSARE LA PACE E LA SICUREZZA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1622129939550{padding-right: 5% !important;padding-left: 5% !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]<em>Quest\u2019articolo fa parte del lavoro di AP in supporto all\u2019implementazione dell\u2019Agenda Giovani, Pace e Sicurezza, come questa \u00e8 stata definita dalla Risoluzione 2250 (2015) del Consiglio di Sicurezza ONU. Per scoprire di pi\u00f9 sul nostro lavoro e leggere gli articoli gi\u00e0 pubblicati, <a href=\"http:\/\/www.peaceagency.org\/activities\/advocacy\/youth-peace-security\/\">visita questa pagina<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Le armi nucleari rendono il mondo pi\u00f9 sicuro? Se da un lato <a href=\"http:\/\/www.icanw.org\/campaign\/humanitarian-initiative\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le devastanti conseguenze umanitarie di queste armi sono indiscutibili<\/a>, dall\u2019altro sono in molti quelli che si affrettano ad accettarle come un male necessario. Oltre sette decenni dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, le armi nucleari nel mondo sono circa 14.000, e miliardi di dollari vengono spesi ogni anno per la loro produzione, manutenzione e modernizzazione. Dalle discussioni alle Nazioni Unite ai sondaggi dell\u2019opinione pubblica, le armi nucleari sono sempre pi\u00f9 descritte come un meccanismo integrale per la promozione della sicurezza nazionale e il mantenimento della pace internazionale. Tuttavia, questo confonde la definizione di pace e contribuisce a far sentire il pubblico \u2013 e in particolare i giovani \u2013 lontani dal problema, una percezione derivante dalla mancanza di consapevolezza o <a href=\"https:\/\/www.sipri.org\/publications\/2017\/eu-non-proliferation-papers\/next-generations-europeans-facing-nuclear-weapons-forgetful-indifferent-supportive\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dal senso di non poter fare la differenza<\/a>.<\/p>\n<p>Soka Gakkai International (SGI), il movimento globale buddista dedicato alla pace, ha lavorato per oltre mezzo secolo sul tema dell\u2019abolizione delle armi nucleari. Nel 2007, SGI ha lanciato il <a href=\"https:\/\/www.peoplesdecade.org\/\">\u201cDecennio popolare per l\u2019abolizione nucleare\u201d<\/a>, una campagna dal basso volta a influenzare l\u2019opinione pubblica internazionale contro le armi nucleari, e a espandere la rete di persone che condividono l\u2019obiettivo comune di eliminarle dal nostro pianeta. Il \u201cDecennio popolare\u201d \u00e8 un esempio di come la partecipazione e l\u2019impegno dei giovani possono essere usati per promuovere il disarmo nucleare, tema che \u00e8 indissolubilmente legato alla costruzione della pace.<\/p>\n<p><strong>Cosa spinge i giovani a partecipare? <\/strong>Per rispondere a questa domanda, il \u201cDecennio popolare\u201d ha cercato d\u2019incoraggiare iniziative e azioni locali, spesso guidate dai giovani e finalizzate a creare spazi in cui i partecipanti potessero informarsi sul disarmo nucleare e scambiare apertamente le loro opinioni. La campagna ha mostrato flessibilit\u00e0 e creativit\u00e0 in ogni paese che vi ha aderito, andando a usare quello che ai giovani risultava pi\u00f9 interessante. In questo modo, anche se la partecipazione dei giovani \u00e8 stata maggiore in Giappone, <a href=\"https:\/\/www.senzatomica.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">molte attivit\u00e0 sono state organizzate anche in altri paesi, tra cui l\u2019Italia<\/a>, il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Malesia e la Tailandia. Queste hanno incluso mostre, seminari, simposi, richieste di petizioni, sondaggi sulla consapevolezza dei giovani e la raccolta di testimonianze di sopravvissuti, tutte con l\u2019obiettivo di sensibilizzare sul problema delle armi nucleari.<\/p>\n<p>Nel 2017, SGI ha poi contribuito <a href=\"https:\/\/www.youth4peace.info\/system\/files\/2018-04\/14.%20TP_The%20Role%20of%20Youth%20in%20Nuclear%20Disarmament_Sokka%20Gakkai.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un documento tematico sulla campagna<\/a> al <em>Progress Study<\/em> delle Nazioni Unite su giovani, pace e sicurezza. Uno dei temi esplorati nel nostro documento era proprio la questione della partecipazione dei giovani, sia in termini di ci\u00f2 che la facilita sia in termini dei risultati a cui essa porta. I dati che abbiamo utilizzato per quest\u2019analisi includevano i risultati dei questionari completati dai giovani che avevano partecipato agli eventi e alle attivit\u00e0 della campagna, e informazioni raccolte attraverso discussioni informali con i coordinatori delle campagna in Italia e Giappone. Il documento ha quindi permesso di portare alla luce diverse importanti lezioni.<\/p>\n<p>Innanzitutto, <strong>coinvolgere i giovani \u00e8 il miglior modo per coinvolgere ancora pi\u00f9 giovani<\/strong>. Questo pu\u00f2 sembrare ovvio per certi versi, e contraddittorio per altri, visti in particolare molti altri casi in cui il coinvolgimento dei giovani \u00e8 stato notoriamente difficile. Detto questo, la presenza di giovani che lavorano con passione su di un tema sembra essere il canale pi\u00f9 efficace per promuovere gli interessi dei giovani stessi e farli interessare a un problema verso cui si sentirebbero altrimenti distanti. Durante un evento del \u201cDecennio popolare\u201d tenutosi nell\u2019agosto del 2017 a Kanagawa, in Giappone, uno studente universitario ha per esempio osservato:<\/p>\n<p><em>\u201cNoi non abbiamo davvero l\u2019opportunit\u00e0 di discutere seriamente del [disarmo nucleare]. Agli studenti giapponesi questo non importa, a meno che non compaia in un esame. Quindi, quando [i giovani di SGI] presentano problemi di pace durante gli eventi scolastici, altri studenti sembrano sorpresi. Io stesso sono stato molto ispirato quando ho visto che altri studenti s\u2019interessavo al problema in modo serio.\u201d<\/em><\/p>\n<p>In un altro esempio, nel 2017 alcuni studenti universitari dalle regioni di Chugoku e Kyushu, in Giappone, hanno condotto un\u2019indagine di sensibilizzazione sulla pace tra persone sotto i trent\u2019anni di et\u00e0, raccogliendo 1.198 e 1.163 risposte per localit\u00e0. Agli intervistati \u00e8 stato chiesto se stavano facendo qualcosa per la pace: la grande maggioranza (70% a Chugoku e 66% a Kyushu) ha dichiarato che avrebbero voluto, ma che in quel momento non stavano facendo nulla di particolare. Alla domanda, cosa incoraggerebbe il loro impegno, oltre un terzo ha indicato \u201cattivit\u00e0 organizzate da coetanei\u201d (38% a Chugoku e 32% a Kyushu).<\/p>\n<p>In secondo luogo, <strong>i giovani hanno bisogno che la propria partecipazione abbia un significato<\/strong>. Questo pu\u00f2 succedere in modi diversi. Un movimento pu\u00f2, per esempio, dimostrare gli effetti tangibili del coinvolgimento dei giovani, oppure inquadrare la loro partecipazione in un modo che rifletta come essi stessi si vedono, ovvero la loro identit\u00e0. La maggior parte dei giovani che hanno partecipato alle attivit\u00e0 del \u201cDecennio popolare\u201d fa\u2019 tutt\u2019oggi parte di SGI: sono quindi buddisti praticanti. Molti avevano in comune il fatto di essere guidati dalla loro fede, che ha fornito la motivazione interiore per agire. Laddove sostenere l\u2019impegno dei giovani pu\u00f2 essere una sfida per le organizzazioni che si occupano di pace, per SGI \u00e8 la fede, con tutta probabilit\u00e0, il motivo per cui negli ultimi decenni siamo stati in grado di organizzare attivit\u00e0 che coinvolgono migliaia di giovani in tutto il mondo.<\/p>\n<p>In terzo luogo, <strong>partecipando ad attivit\u00e0 concrete i giovani iniziano a cambiare la percezione di s\u00e9<\/strong>, da partecipanti passivi ad agenti che contribuiscono alla pace. Per quei giovani che sono stati coinvolti nel \u201cDecennio popolare\u201d, le armi nucleari non sono solo un problema del passato, o limitato ai sopravvissuti; questi giovani sono riusciti a far propria la narrativa del disarmo nucleare e si sono sentiti responsabili di agire. I questionari compilati da chi ha partecipato a mostre, conferenze e seminari hanno rivelato come le persone sono state ispirate a informarsi di pi\u00f9 sulle armi nucleari e sul loro impatto, come si sono sentite pi\u00f9 vicine al problema e come hanno riflettuto su azioni da intraprendere. Un partecipante a un focus group in Italia ha osservato:<\/p>\n<p><em>\u201cHo sempre pensato che alcuni problemi dovrebbero essere affrontati solo da quelli al potere. Grazie [al \u201cDecennio popolare\u201d] mi sono invece reso conto di un problema che mi sembrava rimosso dalla mia realt\u00e0, e ho capito come non sia poi cos\u00ec lontano. Ho capito che l\u2019impegno delle persone comuni \u00e8 di fondamentale importanza e che, se si uniscono, hanno il potere di cambiare la situazione.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Per ultimo, quando si coinvolgono i giovani in attivit\u00e0 di pace, <strong>la chiave per il successo sembra essere la creazione di una connessione umana<\/strong>, ancor pi\u00f9 di qualsiasi informazione o supporto strutturale che si possa loro dare. Questo punto \u00e8 diventato evidente attraverso l\u2019importanza di alcuni elementi della campagna, come l\u2019importanza data alla narrazione, il dialogo e le reti di giovani. Sebbene i giovani siano spesso visti come nativi digitali, la verit\u00e0 sembra essere che le nostre connessioni con gli altri, nella vita reale, continuano ad avere un ruolo chiave nell\u2019ispirare all\u2019azione, nel mobilizzare le comunit\u00e0 e nel sostenere un movimento.<\/p>\n<p>Per molti decenni, SGI si \u00e8 impegnata in attivit\u00e0 educative dal basso, per promuovere la pace e in particolare il disarmo nucleare. Questo impegno si basa sulla nostra convinzione che trasformare i modi in cui le persone vedono se stessi, il mondo in cui vivono e le questioni globali siano fondamentali per arrivare a una cultura di pace. Si basa anche sulla convinzione che la pace e il conflitto inizino, prima di tutto, nel cuore e nella mente delle persone. Un elemento di vitale importanza per le nostre attivit\u00e0 educative \u00e8 quindi il mettere ogni persona, e in particolare i giovani, nella posizione di poter sviluppare un senso di responsabilit\u00e0, di capire che le loro azioni contano. A questo proposito, speriamo che l\u2019esperienza del \u201cDecennio popolare\u201d dia informazioni utili su come i giovani possano essere coinvolti in attivit\u00e0 di <em>peacebuilding<\/em>, dal momento che le loro voci devono far parte del futuro che vogliamo creare.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/mitsukoikeda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Anna Ikeda<\/a> lavora come <\/em>Program Associate<em> presso l\u2019Ufficio per le relazioni con le Nazioni Unite di Soka Gakkai International.<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>31\/07\/2019 &#8211; Ana Ikeda &#8211; Le armi nucleari rendono il mondo pi\u00f9 sicuro? 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