{"id":17064,"date":"2019-06-28T11:45:09","date_gmt":"2019-06-28T09:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.peaceagency.org\/using-positive-voices-to-tackle-youth-radicalization-in-nigeria\/"},"modified":"2021-09-14T16:54:08","modified_gmt":"2021-09-14T14:54:08","slug":"using-positive-voices-to-tackle-youth-radicalization-in-nigeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.peaceagency.org\/it\/using-positive-voices-to-tackle-youth-radicalization-in-nigeria\/","title":{"rendered":"USARE VOCI POSITIVE PER CONTRASTARE LA RADICALIZZAZIONE DELLA GIOVENT\u00d9 IN NIGERIA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1622129939550{padding-right: 5% !important;padding-left: 5% !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]<em>Quest\u2019articolo fa parte del lavoro di AP in supporto all\u2019implementazione dell\u2019Agenda Giovani, Pace e Sicurezza, come questa \u00e8 stata definita dalla Risoluzione 2250 (2015) del Consiglio di Sicurezza ONU. Per scoprire di pi\u00f9 sul nostro lavoro e leggere gli articoli gi\u00e0 pubblicati, <a href=\"https:\/\/www.peaceagency.org\/activities\/advocacy\/youth-peace-security\/\">visita questa pagina<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi dieci anni, la Nigeria ha dovuto combattere l\u2019intolleranza religiosa, l\u2019estremismo violento e la radicalizzazione dei giovani. Questi fenomeni sono stati in gran parte alimentati dai messaggi diffusi, in modo sempre pi\u00f9 rapido, sulle identit\u00e0 etno-religiose, che hanno fatto leva sulle percezioni di torti politici e socio-economici, sentite in tutto il paese. <strong>La situazione ha aumentato la fragilit\u00e0 e la vulnerabilit\u00e0 dei giovani<\/strong>, i quali gravitano sempre pi\u00f9 verso i messaggi d\u2019individui o gruppi radicali e violenti.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che <a href=\"http:\/\/microdevelopmentng.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MicroDevelopment Consulting<\/a> ha sviluppato e lanciato il progetto <em>Positive Voices<\/em> (Voci Positive), nel 2015. In collaborazione con l\u2019Ufficio del Consigliere nazionale per la sicurezza (<em>National Security Adviser<\/em>) e il <a href=\"http:\/\/www.nsrp-nigeria.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Programma per la stabilit\u00e0 e la riconciliazione della Nigeria <\/a>(<em>Nigeria Stability and Reconciliation Programme<\/em>, o NSRP), il progetto ha voluto utilizzare un approccio innovativo per arrivare a coinvolgere giovani e tenerli lontani dalla violenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nsrp-nigeria.org\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/E190-CCMM-Studies-Web.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Uno studio condotto dal NSRP nel 2012<\/a> aveva infatti rilevato come la radicalizzazione ddei giovani stesse diventando un problema crescente, in particolare nel Nord-est del paese, dove il gruppo terroristico Boko Haram era da tempo attivo. Nel 2015, l\u2019estremismo violento era diventato un problema di sicurezza per il 72% dei nigeriani, <a href=\"https:\/\/www.pewresearch.org\/fact-tank\/2015\/03\/24\/as-nigerians-head-to-the-polls-6-facts-about-public-opinion\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo il Pew Research Center<\/a>. A cominciare dal 2009, Boko Haram aveva, infatti, effettuato una serie di attacchi contro le forze di sicurezza e le comunit\u00e0. Nell\u2019agosto 2011, 23 persone furono uccise da un\u2019autobomba al di fuori del quartier generale delle Nazioni Unite, mentre 276 studentesse vennero rapite nell\u2019aprile 2014. Inoltre, il sistema di gestione dei conflitti e di allerta preventiva (<em>early warning<\/em>) si basava su un complesso e sovrapposto insieme di agenzie, poco coordinate tra di loro, senza direzione strategica, e che erano troppo poco inclusive o trasparenti, impedendo la cooperazione tra attori statali e non. Di conseguenza, le agenzie governative e le forze di sicurezza spesso trascuravano misure preventive, cosa che aveva portato a <a href=\"http:\/\/www.nsrp-nigeria.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/PB-1-Causes-and-Processes.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risposte sproporzionate e incapaci d\u2019identificare e affrontare le cause profonde dell\u2019estremismo violento nel paese<\/a>.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/PositiveVoicesNG\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto <em>Positive Voices<\/em><\/a>, che \u00e8 stato implementato in sei stati della Nigeria, \u00e8 stato realizzato con tre obiettivi, separati ma correlati:<\/p>\n<ol>\n<li>Costruire la capacit\u00e0 di giovani leader in modo da farli diventare modelli di comportamento positivi (<em>Positive Voices<\/em>, o PV) capaci di contrastare, nelle loro comunit\u00e0, la propaganda negativa e i messaggi di radicalizzazione;<\/li>\n<li>Sostenere la progettazione d\u2019iniziative di coinvolgimento delle comunit\u00e0 (<em>Community Engagement Initiatives<\/em>, o CEI) come veicoli per facilitare la tolleranza e la costruzione della pace; e<\/li>\n<li>Promuovere il dialogo e l\u2019<em>advocacy<\/em> mirate ai giovani e alle comunit\u00e0, e finalizzate a contrastare le narrative negative attraverso attivit\u00e0 co-curriculari e di comunicazione strategica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Prima del lancio del progetto, MicroDevelopment Consulting aveva condotto un\u2019indagine tra i destinatari delle attivit\u00e0, in cui il tema pi\u00f9 forte emerso era come la mancanza di opportunit\u00e0 per i giovani li metteva a rischio di essere radicalizzati. Gli esempi principali comprendevano la mancanza di centri di formazione professionale e di strutture sportive o ricreative. I risultati dell\u2019indagine avevano anche rivelato un alto grado di negligenza da parte dei genitori, e un tasso elevato di abbandono scolastico nei casi di giovani a rischio di radicalizzazione.<\/p>\n<p>Il progetto <em>Positive Voices<\/em> \u00e8 stato quindi pensato per essere integrato all\u2019approccio militare, ovvero quello predominante per contrastare l\u2019estremismo violento. Il risultato auspicato era di arrivare a una maggiore resistenza, da parte dei giovani, ai fattori di attrazione (<em>pull factors<\/em>) e alle narrazioni negative che li attirano verso l\u2019estremismo violento. Il concetto era basato sulla premessa che trovare, formare e guidare delle persone che potessero agire come modelli di comportamento (i PV), e dare a loro risorse per implementare iniziative a livello comunitario, avrebbe permesso che queste servissero come veri e propri canali per lanciare messaggi positivi e narrative alternative, e per coinvolgere giovani vulnerabili. Il progetto doveva servire come trampolino di lancio per la costruzione della pace e di un\u2019educazione basata su valori positivi. Cos\u00ec pensato, il progetto avrebbe anche contribuito a quello che altri attori stavano gi\u00e0 facendo, come l\u2019Ufficio del Consigliere Nazionale per la Sicurezza, che aveva lanciato una serie d\u2019interventi mirati a ridurre i fattori di spinta (<em>push factors)<\/em> verso l\u2019estremismo violento. Da questo punto di vista, c\u2019era un forte bisogno di introdurre interventi per affrontare i fattori di attrazione, come strategia parallela, e produrre quindi una risposta multidimensionale ai messaggi estremisti.<\/p>\n<p>In totale, il progetto Positive Voices ha implementato 17 iniziative comunitarie, creando una piattaforma per la diffusione di contro-narrative e messaggi positivi. Gli sforzi hanno anche rafforzato la coesione sociale e la resilienza tra i giovani. Attraverso le CEI e la campagna generale di sensibilizzazione delle comunit\u00e0, il progetto ha raggiunto direttamente un totale di 4.675 persone (62% uomini e 38% donne). Del numero totale, il 36% \u00e8 compreso nella fascia d\u2019et\u00e0 di 15-19 anni, il 29% nella fascia 20-25 e il 19% nella fascia 26-35.<\/p>\n<p>Diversi studi hanno evidenziato come <strong>il progetto abbia iniziato a influenzare la risposta dei giovani ai messaggi di divisione e a rafforzare i loro legami sociali ed etnici<\/strong>. Per esempio, i membri di una comunit\u00e0 in Kano State, nel Nord-Ovest della Nigeria, concordavano sul fatto che un talk show, creato da una delle persone selezionate come modello di comportamento (una delle <em>Positive Voices<\/em>), era riuscito a risolvere una crisi religiosa scoppiata a livello locale. <a href=\"https:\/\/thenationonlineng.net\/training-youths-fight-extremism\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il progetto ha anche attirato l\u2019interesse dei media<\/a>, portando a una maggiore disseminazione e creando visibilit\u00e0 per attivit\u00e0 focalizzate su conflitti e parit\u00e0 di genere. Ad aprile 2017, quasi 10 episodi di programmazione intorno al conflitto e al peacebuilding erano stati trasmessi dai partner mediatici del progetto. I partner e i PV hanno anche avuto maggiore accesso a stazioni radio per parlare delle questioni politiche e sociali che alimentano i conflitti.<\/p>\n<p>Nel complesso, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EavZqggPk_I&amp;feature=youtu.be\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il progetto ha generato un cambiamento nel modo in cui i giovani rispondono ai messaggi di estremismo violento<\/a>. I giovani scelti come modelli di comportamento hanno consentito a individui, gruppi e comunit\u00e0 di essere coinvolti e d\u2019impegnarsi in iniziate di pace, piuttosto che tollerare o perpetuare la violenza. Ci sono stati chiari cambiamenti nell\u2019importanza data alla questione della radicalizzazione della giovent\u00f9, e una maggiore consapevolezza dell\u2019impatto che possono avere quei modelli di leadership carismatici ma negativi. Prima del progetto, la maggior parte delle persone non era, infatti, a conoscenza di come i modelli di comportamento potessero contrastare il processo di radicalizzazione dei giovani, ma grazie a quello che il progetto ha fatto nelle varie comunit\u00e0, leader tradizionali e leader politici adesso hanno compreso meglio l\u2019importanza di questo approccio.<\/p>\n<p>Il progetto <em>Positive Voices<\/em> ha dimostrato come l\u2019integrazione di modelli di comportamento positivo in interventi di peacebuilding a livello locale e statale possa essere rilevante per contrastare l\u2019estremismo violento e le ideologie radicali, dal momento che, anche se il punto di ingresso \u00e8 l\u2019esclusione sociale e familiare (percepita o reale), <strong>l\u2019attrazione verso la radicalizzazione \u00e8 fortemente dipendente dal fattore di <em>appeal<\/em>, o da un legame emotivo<\/strong>. Il principale canale di radicalizzazione \u00e8, infatti, attraverso i legami sociali e le interazioni tra coetanei, o i media. L\u2019interazione converge attorno a una figura di culto, o un modello di comportamento, che influenza i giovani seguaci e offre loro narrazioni religiose estremiste. Il punto d\u2019ingresso \u00e8 la necessit\u00e0 di appartenere a un gruppo di supporto.<\/p>\n<p>In questo contesto, <strong>i giovani devono essere visti come una risorsa efficace per ridurre l\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 delle comunit\u00e0 fragili<\/strong>, soprattutto quando viene loro fornito il supporto necessario per facilitare l\u2019apprendimento e condurre iniziative co-curriculari. Le attivit\u00e0 comunitarie di peacebuilding dovrebbero quindi ruotare attorno alle principali aree d\u2019interesse per i giovani, e i programmi per contrastare l\u2019estremismo violento dovrebbero essere localizzati e usare mezzi di comunicazione indigeni per sensibilizzare e mobilizzare le comunit\u00e0.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Vivienne Bamgboye \u00e8 stata responsabile di programma e coordinatrice per la formazione per il progetto <\/em>Positive Voices<em>. Ora lavora come consulente associato con MicroDevelopment Consulting ad Abuja, in Nigeria.<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>28\/06\/2019 &#8211; Vivienne Bamgboye &#8211; Negli ultimi dieci anni, la Nigeria ha dovuto combattere l\u2019intolleranza religiosa, l\u2019estremismo violento e la radicalizzazione dei giovani. <\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":17065,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[740],"tags":[258,348,295,342],"class_list":["post-17064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-insight","tag-africa","tag-nigeria-it","tag-peace-it","tag-societa-civile"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>USARE VOCI POSITIVE PER CONTRASTARE LA RADICALIZZAZIONE DELLA GIOVENT\u00d9 IN NIGERIA - 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